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ART. 9 – MODALITA’ DI ATTUAZIONE DEL P.R.G.
9.1 (1° comma abrogato con deliberazione del CC. 22/2003).
Il PRG si attua per mezzo di PIANI ATTUATIVI (piano particolareggiati di iniziativa pubblica e privata, piani di recupero, piani di sviluppo aziendale) di concessioni convenzionate(C.C.) ovvero per mezzo di interventi edilizi diretti. Si rimanda al regolamento edilizio per la definizione degli strumenti di attuazione.

9.2 (abrogato con deliberazione del CC. 22/2003).

9.3 Le modalità per l’approvazione dei PIANI ATTUATIVI sono riportate nel Regolamento Edilizio Comunale.

9.4 (abrogato con deliberazione del CC. 22/2003).

9.5 La cartografia di PRG individua all’interno dei comparti PIANO ATTUATIVO lo schema della viabilità e dello standard. Tale schema è da ritenersi puramente indicativo salvo specifica prescrizione attuativa eventualmente indicata nelle schede dei comparti.

9.6 (abrogato con deliberazione del CC. 22/2003).

9.7 Interventi
Intervento Riferimento R.E. Identificativo per le presenti N.T.A.
Manutenzione Ordinaria art. 6 1
Manutenzione Straordinaria 2
Cambio di destinazione d’uso 3
Restauro Scientifico 4
Restauro e Risanamento Conservativo tipo A 5
Restauro e Risanamento Conservativo tipo B 6
Ripristino Tipologico 7
Ristrutturazione edilizia art. 7 8
Demolizione art. 7 9
Ricostruzione 10
Ristrutturazione Urbanistica 11
Ampliamento art. 7 12
Piani di Recupero di iniziativa Pubblica o Privata ai sensi della L. 457/78 13
Nuova edificazione 14

9.8 Per le definizioni non riportate si rimanda alla legislazione regionale vigente

ART. 10 – GESTIONE DEL PRG E REGOLE DI TRASFORMAZIONE
10.1 Gli edifici esistenti, o parti di essi, che siano in contrasto (quanto ad uso del suolo, a destinazione, a consistenza della superficie utile, ad altezza, a distanza, a superficie coperta o volume) con le previsioni del PRG sono assoggettabili esclusivamente a manutenzione ordinaria, straordinaria.
L’intervento di ristrutturazione, senza aumento di Sul, è consentito esclusivamente se risulti essere in grado di produrre una significativa e necessaria riqualificazione dell’edificio esistente (o preesistente).
Con riferimento alla disciplina dettata dal presente comma si fa riferimento esclusivamente agli edifici realizzati in conformità ai titoli abilitativi rilasciati dall’Amministrazione Comunale nonché quelli che sono stati oggetto di concessione o autorizzazione in sanatoria.

10.2 Il cambio d’uso, inteso ai sensi della L.R. 46/88, è ammesso solo verso destinazioni consentite dalle norme della zona di appartenenza.

10.3 (abrogato con deliberazione del CC. 22/2002)

10.3.1 Protezione Acustica: (abrogato con deliberazione del CC. 22/2002)

10.3.2 (abrogato con deliberazione del CC. 22/2002)

10.3.3 (abrogato con deliberazione del CC. 22/2002)

10.3.4 Sostenibilità: (abrogato con deliberazione del CC. 22/2002)

10.3.5 Barriere Architettoniche: (abrogato con deliberazione del CC. 22/2002)

10.4 Per gli edifici esistenti in aree sottoposte a procedure di acquisizione pubblica mediante esproprio sono ammessi esclusivamente interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria

ART. 11 – AREE A VERDE PRIVATO – Zone h -
11.1
Le zone H sono riconducibili alle zone omogenee B se situate all’interno del perimetro urbanizzato e sono riconducibili alle zone omogenee E se all’esterno del perimetro urbanizzato, in quest’ultimo caso gli interventi di nuova edificazione sono consentiti solo ai soggetti che hanno i requisiti di cui all’art. 40 comma 5 della legge regionale 47/78.
Il piano classifica le aree a verde privato quelle aree situate all’interno e/o all’esterno del centro urbano e aventi caratteristiche di parco privato da tutelare o da costituire. In queste aree gli interventi sono mirati alla manutenzione dell’ambiente ed alla conservazione degli edifici esistenti. Le aree a verde privato sono zone omogenee H.
La presenza di particolari essenze arboree od organizzazioni delle aree a parco o giardino comporta il rispetto e la manutenzione delle alberature e del verde esistente.

11.2 In tali aree sono consentite le destinazioni d’uso A, b1, b2, b3 come indicate all’art. 4 delle presenti norme. Sono escluse tutte le attività quali industrie, allevamenti, e comunque quelle attività ritenute incompatibili, nocive e/o pericolose, rumorose o così definite dalla AUSL competente.

11.3 Sono ammessi gli interventi identificati dal comma 9.8 delle presenti norme con i numeri 1, 2, 3, 4, 5, 8, 9, 10 è ammesso anche l’intervento 6 e 7 a condizione che gli edifici non siano di particolare interesse documentario ai sensi dell’art. 13 e a condizione che l’intervento sia migliorativo in termini di collocazione spaziale dei fabbricati nel contesto ambientale e di migliore accorpamento di questi con i nuclei edilizi esistenti. L’altezza ammessa è uguale a quella esistente.
E’ ammessa la realizzazione di gazebo, tettoie, pergolati e locali adibiti alla manutenzione dei parchi nella misura massima di mq 45. Gli elementi sopra indicati devono essere realizzati in legno o muratura evitando manufatti in lamiera.

11.4 Qualsiasi tipo di manufatto (tettoia, gazebo e qualunque altro) è computata come superficie utile lorda)