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ART. 12 – ZONE OMOGENEE a�?Aa�?
Sono i tessuti urbani da��antica formazione che hanno mantenuto la riconoscibilitA� della loro struttura insediativa e della stratificazione dei processi della loro formazione. Essi sono costituiti dal patrimonio edilizio, dalla rete viaria, dagli spazi inedificati e da altri manufatti storici alla��interno di un perimetro di identificazione. Sono considerati facente parte del sistema insediativo storico anche gli agglomerati e i nuclei posti fuori dal territorio urbano di rilevante interesse storico, ambientale e paesaggistico ovvero le strutture insediative puntuali, rappresentate da edifici e spazi inedificati di carattere pertinenziale.

12.1 – Centro Storico parte individuata dal P.R.G. attraverso le tavole come quella��area delimitata da apposita perimetrazione che costituisce in definitiva il nucleo storico del Paese.

12.2 – Nuclei Storici sono gli insediamenti storici uniti senza soluzione di continuitA� con l’espansione urbana. Essi riguardano, oltre al nucleo originario come al comma 11.1, gli organici ampliamenti ad esso storicamente connessi anche se non contigui (Bubano e Mordano) e gli insediamenti storici isolati ovvero iscritti in perimetri murati o comunque definiti (San Francesco).

12.3 – UnitA� Minime di Intervento costituiscono la��insieme dei corpi di fabbrica e degli spazi liberi per i quali la��intervento A? subordinato alla presentazione di un progetto unitario. Tali ambiti sono illustrati nella tav. 5 Disciplina da��Uso Centro Storico come approvato con DPG 291 del 07/06/1999. Le UnitA� minime di intervento sono coincidenti con le UnitA� Edilizie intese come gli edifici e le aree scoperte di pertinenza individuate attraverso la classificazione tipologica.

12.4 – ModalitA� di Intervento attraverso intervento edilizio diretto tranne che per il Centro Storico di Bubano dove A? previsto il Piano di Recupero.
Il progetto relativo ad ogni UnitA� Minima di Intervento comporta anche la sistemazione delle aree libere del lotto relativo.
Salvo gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria e cambio di destinazione da��uso, gli interventi previsti sono indicati negli elaborati grafici Tav D ed E come approvati con DPG 291 del 07/06/1999.
Ogni intervento da effettuare nel centro storico A? subordinato ad una verifica del grado di trasformazione del fabbricato e delle aree di pertinenza, al fine di fare emergere i valori tradizionali con interventi puntuali di riqualificazione e ripristino, gli spazi derivanti dalle suddette operazioni di riqualificazione non concorrono a formare aumento di volumetria.
Gli interventi di trasformazione alla��interno del centro storico, anche se effettuati in confine, non comportano il nulla osta del confinante

12.4.1 – Per le aree private si ribadisce esplicitamente il divieto di realizzare qualsiasi costruzione, anche a carattere provvisorio come ad esempio: box, garages, ripostigli e simili, sulle aree libere delle UnitA� Minime di Intervento, mentre A? consentita la��esecuzione di opere esterne atte a valorizzare la��organizzazione morfologica e distributiva delle particelle edilizie tramite la��esecuzione di opere di arredo di esterni comprendenti percorsi pedonali, muretti, corpi illuminanti e simili.
Si prescrive il mantenimento delle alberature esistenti, consentendo la messa a dimora di nuove alberature ed arbusti di tipo autoctono.

12.4.2 – Per le aree pubbliche individuate nelle tavole di Piano, in tali aree sono preservate e curate le alberature esistenti, sono garantite le opere di rimboschimento e rinnovo che si rendessero necessarie: sono ammesse esclusivamente attrezzature per il gioco ed il tempo libero.

12.5 – Destinazioni da��uso ammesse sono le destinazioni A e B limitatamente a b1-b2-b3 previa verifica, in fase di progetto, delle compatibilitA� derivanti dalla��analisi strutturale e storica del manufatto edilizio.
Per le categorie di intervento si rimanda alla tavola 5 Disciplina da��Uso Centro Storico come approvato con DPG 291 del 07/06/1999.

12.6 – Dotazioni Territoriali nel cambio di destinazione da��uso debbono essere reperiti gli standard relativi al verde pubblico e ai parcheggi pubblici (verde pubblico 12 mq ogni 100 mc) Ea�� prevista la possibilitA� della monetizzazione come indicato dalla��art. 5

12.7 – Sottotetti A? ammessa la loro utilizzazione applicando la��altezza media uguale o maggiore a Ml. 2,00

12.8 – Come norma di indirizzo nelle zone a�?Aa�? sono da tutelare gli arredi esterni di valore documentario (cancelli, aiuole, fontane, edicole, pitture, colonne, muretti, ecc.), le coperture non potranno superare i valori rilevati come esistenti, la linea del colmo potrA� essere variata solo per permettere la posa in opera di manti di copertura secondo la tradizione dei luoghi (strutture in legno e tetti ventilati). In tutti i casi di costruzione o di ricostruzione di falde, la pendenza delle stesse non potrA� superare il 35%. Gli spazi derivanti dalle suddette operazioni non concorrono a costituire volumetria e Slu. Anche se non esplicitamente vincolati e tutelati, gli spazi storici liberi, incluso le pavimentazioni, vanno reintegrate e/o rifatte se necessario con materiali tradizionali.
La trasformazione della��intervento edilizio deve portare alla rimozione degli elementi incongrui con la��edificio stesso. Non A? mai ammesso la��impoverimento della��apparato decorativo che dovrA� essere invece valorizzato e ripristinato.

ART. 13 – Edifici sparsi di PARTICOLARE INTERESSE
Abrogato con deliberazione del CC. 22/02