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ART. 14 – ZONE OMOGENEE “B”
14.1 Ambiti urbani consolidati (zone B) Alla��interno del territorio urbanizzato si intendono quelle parti del territorio totalmente o parzialmente edificate con continuitA�, che presentano un adeguato livello di qualitA� urbana e ambientale tale da non richiedere interventi di riqualificazione. Sono altresA� compresi eventuali lotti non edificati interclusi con chiara propensione edificatoria a destinazione residenziale.
Le zone omogenee ‘B’ si suddividono nelle seguenti sottozone:
- sottozona B1 sature di impianto non recente
- sottozona B2 sature di impianto recente
- sottozona B3 aree edificate suscettibili di nuova utilizzazione
- sottozona B4 lotti liberi di completamento

14.1.1 1A� comma Abrogato con deliberazione del CC. 22/2002.
Alla��interno di queste zone sono ammesse le categorie da��uso A) e B) limitatamente ai punti b1) – b2) – b3) – b4) – b5) come indicate alla��art- 4.1 e le restrizioni come indicato alla��art. 4.2.

14.1.2 La pianificazione urbanistica comunale in questi ambiti di cui al comma 12.1 persegue la��obiettivo di mantenere e migliorare le dotazioni territoriali mantenendo equilibrata la��integrazione fra la funzione abitativa e le attivitA� economiche e sociali con essa compatibili indicate al comma 12.1.1.

14.1.3 Nelle zone B, nei casi di nuova costruzione o trasformazione edilizia debbono essere reperiti gli standard relativi al verde pubblico ed ai parcheggi.
La cessione dello standard pubblico dovrA� essere pari a:
- 12mq / 100 mc per verde pubblico
- 3 mq / 100 mc per parcheggio pubblico
comunque non inferiore a 5 mq / ab.
La cessione dello standard non A? dovuta per gli interventi di manutenzione e per la ristrutturazione edilizia quando non comportano aumento di carico urbanisrico, in tutti gli altri casi A? dovuta (ampliamenti, nuove costruzioni, ristrutturazioni con aumento del carico urbanistico, cambi di destinazione da��uso)
Ea�� prevista la monetizzazione dello standard urbanistico (art. 5).

14.2 Attuazione e Indici
SottozoneOggettoIntervento CostruttivoIntervento AttuativoIndici e ParametriParcheggi Privati e pertinenze per esercizi commercialiB1Le caratteristiche insediative ed edilizie non consentono di norma ulteriori carichi insediativi ma esclusivamente interventi di adeguamento tipologico finalizzati al miglioramento della qualitA� abitativa1,2,3,4,5, 6, 8, 9, 10, 12 Intervento Edilizio Diretto salvo diversa indicazione e Piani di RecuperoVedi indicazioni punto 14.3Vedi art.6B2Le caratteristiche insediative consentono interventi di adeguamento tipologico finalizzati al miglioramento della qualitA� abitativa ovvero interventi di ristrutturazione integrale1,2,3,4,5,6,8,9, 10, 12Intervento Edilizio Diretto salvo diversa indicazioneIf =1,2 Hmax = H esistente Vl = 0.5Vedi art.6B3Aree edificate suscettibili di nuova utilizzazione per incompatibilitA� o dismissione di usi precedenti ovvero aree di degrado fisico ambientale1,2,3,4,5,6,8,9, 10Intervento Edilizio Diretto salvo diversa indicazioneIf =1,2 Hmax = 9 mlVedi art.6B4Lotti liberi per i quali si prevede il completamento a prevalenza residenziale14Intervento Edilizio Diretto salvo diversa indicazioneIf =1,2 Sm = 500 mq Hmax = 9 ml Vl = 0.5 Vedi anche comma 14.4Vedi art.6

14.3 Per le sottozone B1, A? ammesso altresA� la��intervento di demolizione e ricostruzione nel solo caso di comprovata fatiscenza e antieconomicitA� del recupero. Il cambio di destinazione da��uso dei locali di servizio A? ammesso solo per i servizi facenti parte della��edificio a prevalente destinazione residenziale con la��esclusione dei servizi esterni.
I sottotetti potenzialmente abitabili possono essere resi tali purchA? l’intervento sia conseguente al ripristino dell’alloggio o degli alloggi sottostanti.
E’ consentita esclusivamente l’apertura di lucernai a raso, di abbaini, altane, ecc… purchA? costituiscano valido inserimento architettonico.
Nelle zone omogenee B1, per gli edifici che non presentino particolari caratteristiche storico ambientali, nei casi di ristrutturazione edilizia secondo le presenti norme A? consentito un incremento “una tantum” rispetto alla situazione documentata esistente alla data del 31/5/1982 del 20% del volume esistente da utilizzare esclusivamente per servizi e vani tecnici (garages, cantine, lavanderie, C.T., vani ascensori, ecc….)
La sottozona B1 (Ex – Albergo Pennazzi) A? assoggettata a Piano di Recupero ai sensi dell’art. 27 L. 457/78, in tale zona A? ammessa la realizzazione di una superficie edificabile pari alla superficie abitativa esistente (circa 700 mq) piA? un incremento di 475 mq.

ART. 15 – ZONE OMOGENEE “C”
15.1 Ambiti per i nuovi insediamenti (zone C) sono costituiti dalle parti di territorio oggetto di trasformazione intensiva, sia in termini di nuova urbanizzazione per la��espansione del tessuto urbano, che in termini di sostituzione di rilevanti parti della��agglomerato urbano. Gli ambiti per i nuovi insediamenti sono caratterizzati dalla equilibrata compresenza di residenza e di attivitA� sociali, culturali, commerciali e produttive con essa compatibili.
I nuovi complessi insediativi sono sottoposti a progettazione unitaria, al fine di programmare la��esecuzione dei manufatti e la��attivazione delle diverse funzioni previste, assicurando la contestuale realizzazione delle dotazioni territoriali con essa compatibili.
Le zone omogenee C si suddividono in:
-Ca zone di espansione non ancora collaudate
-Cb zone di nuova previsione

15.2 Attuazione e Indici
SottozoneOggettoIntervento AttuativoIndici e ParametriStandardCaZone di espansione residenziale individuate dal precedente PRG, giA� oggetto di PUA PIANI ATTUATIVI non ancora collaudateC.C.Indici =quelli dei PUA PIANI ATTUATIVI approvati Parametri= quelli delle presenti NormeQuelli dei PUA PIANI ATTUATIVI approvatiCbZone di espansione residenziale previste con la��ultima VG/PRGPIANO ATTUATIVOQuelli indicati nelle schedeQuelli indicati nelle schede
Le soluzioni progettuali dei comparti sono quelli indicate nelle schede allegate, ove sono riportate gli elementi prescrittivi che dovranno essere attuati come da scheda. Le altre opere progettuali sono indicative e la��Amministrazione comunale potrA� deliberare con la��approvazione del piano attuativo delle soluzioni diverse a condizione che siano migliorative per la viabilitA�, per un migliore uso della aree pubbliche e dei servizi o per un migliore accesso ai lotti.

Indici e parametri
I.T. Indice di FabbricabilitA� Territoriale = 0.55
H. Max Altezza massima = 9 mt
Standard urbanistici
I PIANI ATTUATIVI dovranno prevedere comunque la dotazione minima di spazi pubblici da cedere al comune per opere di urbanizzazione primaria e secondaria secondo la seguente tabella.
S1 = superfici per urbanizzazioni primarie (strade e aree per attrezzature tecnologiche al servizio dell’insediamento)in base alle soluzioni del Piano Particolareggiato.S2 = Superfici destinate ad opere di urbanizzazione secondaria (spazi pubblici a verde attrezzato a parco e per lo sport)12 m2 /100 m3 edificabili. P = Parcheggi pubblici3 m2 /100 m3 edificabili. Gli standard per servizi non devono comunque risultare inferiori al minimo regionale pari a 25 mq/ab. Verde di cessioneIn aggiunta agli standard sono previste aree di cessione a verde pubblico nella misura di 1,5 m2 ogni m2 di S.l.u.Opere di urbanizzazione primariastrade, fognature, rete idrica, distribuzione energia elettrica, pubblica illuminazione, telefono, gas, ecc.Opere di urbanizzazione secondariacontributo in quota parte con riferimento all’apposita vigente delibera di Consiglio ComunaleQualora all’interno di strumenti urbanistici attuativi, siano previste destinazioni d’uso per attivitA� direzionali, terziarie, di servizio alle imprese, nonchA? commerciali o alberghiere, le dotazioni di Parcheggi pubblici e Verde pubblico devono essere incrementate fino a rispettare le seguenti dotazioni minime:m2 40 destinati a parcheggi pubblici per ogni 100 m2 di S.l.u. avente le suddette destinazioni m2 60 destinati a verde pubblico alberato e attrezzato per ogni 100 m2 di S.l.u. avente le suddette destinazioniParcheggi privati e pertinenziali per esercizi commerciali Vedi art. 6 delle NTASuperficie Permeabile – SpAlla��interno dei singoli lotti dovrA� essere garantita una Sp = 40% di SF.

15.3 Le zone residenziali sono destinate alla costruzione di abitazioni permanenti e dei relativi servizi quali autorimesse, cantine, centrali termiche e tecnologiche, locali diversi di uso comune.
Ai fini delle integrazione della residenza con le altre attivitA� sono ammesse le destinazioni di cui all’art. 14.1.1
Per le aree inedificate di modeste dimensioni, non superiori a mq 5.000, e comunque immediatamente limitrofe ai centri abitati e servite dalla rete infrastrutturale esistente, A? consentita l’edificazione mediante “intervento diretto”; con le modalitA� di cui all’art. 38 della Legge Regionale n. 47/78 e successive modifiche ed integrazioni.
Qualora a seguito di comprovata documentazione attestante la necessitA� di modificare l’attuale ubicazione del verde di cessione al fine di migliorare la viabilitA� e i servizi del/i comparto/i in oggetto, sentita la Commissione Edilizia e l’Ufficio Tecnico Comunale, il Consiglio Comunale, puA? deliberare una diversa distribuzione del verde di cessione, congiuntamente all’approvazione del Piano Particolareggiato.

15.4 su richiesta della ditta lottizzante ed ad assoluta discrezione della��Amministrazione comunale potrA� essere monetizzato esclusivamente una parte della quota del verde di cessione. Tale quota non potrA� essere superiore al 25% del totale dello strandard di verde di cessione e potrA� essere monetizzata a condizione che la soluzione proposta nel piano particolareggiato non alteri le soluzioni progettuali previste nel PRG o nelle schede attuative dei comparti.

ART. 16 – ZONE OMOGENEE “D”
16.1 Ambiti per attivitA� produttive (zone D) Si intendono le parti del territorio caratterizzate dalla concentrazione di attivitA� economiche, commerciali, produttive e direzionali di cui all’art. 2 del D.M. 2.4.68 n. 1.444 ed all’art. 39 L.R. 47 integrata dalla L.R. 23.
Le zone omogenee D si suddividono in:
sottozona D1 – INSEDIAMENTI PRODUTTIVI INDUSTRIALI-ARTIGIANALI DI COMPLETAMENTO.
sottozona D1/1 – FORNACE LATERIZI BRUNORI
sottozona D2a – LOCALIZZAZIONI PRODUTTIVE IN ESPANSIONE APPROVATE O IN CORSO DI ATTUAZIONE
sottozona D2b – NUOVE LOCALIZZAZIONI PRODUTTIVE IN ESPANSIONE
sottozona D3 – ZONA DESTINATA A STAZIONE DI SERVIZIO
sottozona D4 – ZONE DESTINATE AD ATTREZZATURE ALBERGHIERE
sottozona D5 – ZONA PER STOCCAGGIO DI MATERIALE SENZA POTENZIALITAa�� EDIFICATORIA

16.1.1 Sono ammesse salvo diverse indicazioni le seguenti destinazioni d’uso:
B) limitatamente a:
b1) funzioni commerciali equivalenti ad esercizi di vicinato (per superfici fino a 150 mq),
b2) gli esercizi pubblici e le attivitA� di servizio, la��artigianato di servizio, mostre, le attivitA� produttive di tipo laboratoriale, funzioni di servizio (culturali, ricreative, sanitarie, pubbliche e private), studi professionali,
b3) funzioni di servizio di tipo diffusivo, ivi comprese mostre ed esposizioni, sedi di attivitA� culturali, ricreative, sportive, spettacolo, politiche e sociali, sanitarie, ambientali, religiose, servizi pubblici ed impianti di interesse generale
b4) funzioni direzionali, finanziarie, bancarie, assicurative, studi professionali e simili
b5) artigianato di servizio, attivitA� produttive di tipo manifatturiero – artigianale solo se laboratoriale;
C) limitatamente a
c1) funzioni produttive di tipo manifatturiero, ivi compreso i depositi e gli insediamenti di tipo agroalimentare, allevamenti zootecnici di tipo intensivo, sono compresi nella��uso gli spazi produttivi veri e propri, uffici e sale riunione, magazzini, mostre, spazi di servizio e di supporto, mense e spazi tecnici;
Nelle zone D3 A? ammessa esclusivamente la seguente destinazione da��uso : c2) stazioni di servizio, distribuzione carburante e servizi alla��autotrasporto purchA? nel rispetto delle specifiche norme (D.Lgs 32/98 e successive integrazioni) compreso gli spazi per attivitA� commerciali limitate alla��utenza automobilistica, i relativi spazi tecnici e servizi di ristoro per una SU massima di mq 100. il tutto nel rispetto di quanto indicato al successivo art. 23;
Nella��applicazione degli indici si deve tenere conto dei seguenti parametri:
sono inoltre ammesse abitazioni per i titolari delle attivitA� o per il personale di custodia nella misura massima di 150 mq. di S.u. netta abitabile, (calcolata come all’art. 3 del D.M. 10.5.77 n. 801) per ciascun lotto, da ricavarsi nell’ambito della S.l.u. edificabile, e semprechA? non ostino norme di carattere igienico-sanitario.
La quota di residenza puA? essere realizzata solo contestualmente o dopo la realizzazione dei locali produttivi e non A? consentita nei lotti dove sia edificata una S.l.u. produttiva inferiore a m2 600.
Inoltre la quota di residenza non potrA� mai superare il 30% della��indice fondiario effettivamente utilizzato nella��intervento e/o interventi nel lotto.

16.1.2 Le distanze dai confini di proprietA�, dalle diverse destinazioni di zona e dalle strade esistenti e di progetto pari a 1/2 dell’altezza del fabbricato; tali distanze comunque non potranno essere inferiori a ml 5.00, fatti salvi i casi di costruzione in aderenza.
Per tutti gli interventi edilizi A? prescritta la distanza minima tra pareti di fabbricati con prospicienze dirette pari a ml. 10.00;
Le distanze minime fra i fabbricati fra i quali siano interposte zone destinate alla viabilitA� esterna ai lotti debbono corrispondere alla larghezza della zona stessa maggiorata di ml 10.00 per ogni lato.

16.2 Attuazione e Indici
SottozoneOggettoIntervento CostruttivoIntervento AttuativoIndici e ParametriStandardD1 vedi 14.2.1 e 14.2.2Zone produttive industriali e/o artigianali esistenti non necessitanti di particolari interventi di razionalizzazione1,2,3,8,9, 10, 11, 12, 14 Intervento Edilizio Diretto salvo diversa indicazioneSm = 2000 mq Uf = 0.60Parch. pubblici 5% della S.F. Verde pubblico 10% della S.F. In alternativa A? consentita la monetizzazione degli standard per il verde pubblico. Per i Parcheggi privati vedi art. 6Nuovi Lotti di completamento14Sm = 2000 mq Uf = 0.45Art. 46 L.R. 47/78D1/1Fornace Laterizi Brunori1,2,3,8,9, 10, 11 In caso di intervento la volumetria A? pari a quella esistente. Nel caso di dismissioni dell’attivitA� in essere le trasformazioni saranno regolate da un Piano di Recupero ai sensi degli artt. 26 e 27 L. 457/78.D2aComprendono le zone oggetto di Piani Particolareggiati pubblici o privati approvati o comunque in fase di attuazione alla data di adozione della VG del P.R.G.1, 2, 3, 8, 9, 10,12, 14C.C.Indici= PIANI ATTUATIVI approvati Parametri = quelli delle presenti NormeCome da PIANI ATTUATIVI approvatoD2bComprendono le aree previste per i nuovi insediamenti produttivi industriali e/o artigianali.14In tali zone il piano si attua per intervento urbanistico preventivo esteso all’intero comparto come individuato nelle tavole di P.R.G.Sm = 10000 mq di St Ut = 0.40S1 = secondo PIANI ATTUATIVI S2 = Verde e attrezzature 10% St Parch. Pubbl. = 5% St Lmin strade = 8 ml Dist dalle strade = 8 ml Dist dai confini = 5 ml Sp = 40% SF Parch. Privati vedi art. 6D3Zone riservate esclusivamente ad attrezzature di servizio per la viabilitA� come impianti per la��erogazione di carburante per automezzi, impianti lavaggio auto, officine meccaniche ed elettrauto ed inoltre servizi di ristoro, uffici, e negozi di servizio alla��auto e servizi igienici.1,2,8,9, 10, 12, 14Intervento Edilizio Diretto salvo diversa indicazioneSul = 150 mq Deve essere garantito il rispetto della L.R.33/94Vedi art. 6D4zone destinate per gli alberghi o le residenze alberghiere 1,2,3,4,5,6,7,8,9, 10, 12, 14Intervento Edilizio Diretto salvo diversa indicazioneUF = 0,15 mq/mq mq 40 destinati a parcheggi pubblici per ogni 100 mq di S.l.u. mq 60 destinati a verde pubblico alberato e attrezzato per ogni 100 mq di S.l.u. Parch. Priv. Vedi art. 6 Sp = 40% SFD5Zona di Stoccaggio per Laterizi Brunori/Intervento edilizio diretto. Concessione edilizia Indice nulloCome indicato nella tavola 4. Sia prevista la��attuazione da parte della ditta proprietaria di una mitigazione acustica e visiva lungo la via Fossa MaestA�. La��area potrA� essere utilizzata dopo aver eseguito la mitigazione acustica sopraddetta. La sistemazione della��area D5 A? a carico della ditta proprietaria. Siano valutati nella fase progettuale anche i sistemi di protezione delle falde (prescrizione Serv. Provinciale Difesa del Suolo)

16.3 Prescrizioni
a. L’attuazione del Lotto D1 2 (Ditta De Franceschi) A? subordinata alle seguenti prescrizioni.
In considerazione della presenza di livelli di sabbie in falda in grado di liquefare per magnitudine sismica maggiore o uguale a 6, in fase di progettazione delle singole opere si prescrive quanto segue:
- accertamento dei parametri geotecnici dei terreni tramite prove in sito e di laboratorio, le indagini dovranno interessare uno spessore dei terreni non inferiore a 20 m;
- determinazione della capacitA� portante e dei cedimenti del terreno.
I progettisti dovranno inoltre adottare tutti gli accorgimenti tecnici atti ad attenuare i rischi associati alla liquefazione delle sabbie (consolidamento dei terreni e/o fondazioni profonde).
b. La��attuazione del comparto D2a (area artigianale Via Ringhiera) A? subordinata al potenziamento dello svincolo su Via Ringhiera e alla organizzazione di un sistema di accessibilitA� che sia a servizio anche delle nuove aree poste a sud del comparto e comunque senza diretto riferimento alla statale.
c. L’attuazione del comparto D2b1 (area artigianale Via Cavallazzi) A? subordinata alle seguenti prescrizioni
In considerazione della presenza di lenti di sabbie in falda in grado di liquefare per magnitudine sismica maggiore o uguale a 7,5, e in considerazione del fatto che tali lenti risultano di limitata e non ben definita estensione areale, in fase di progettazione delle singole opere si prescrive quanto segue:
A� definizione geometrica delle lenti liquefacibili tramite idonei metodi di prospezione geologica;
A� la��attuazione del comparto D2b (Via Ringhiera) A? subordinata alla preventiva sistemazione della��accessibilitA� della��area che non dovrA� comunque assumere come diretto riferimento la statale;
A� accertamento dei parametri geotecnici dei terreni tramite prove in sito e di laboratorio, le indagini dovranno interessare uno spessore dei terreni non inferiore a 20m;
A� determinazione della capacitA� portante e dei cedimenti del terreno.
I progettisti dovranno inoltre adottare tutti gli accorgimenti tecnici atti ad attenuare i rischi associati alla liquefazione delle sabbie (consolidamento dei terreni e/o fondazioni profonde), qualora necessari.
d. La��attuazione del comparto D1 lungo la via Pagnina (ITP – Elettrotecnica Imolese) dovrA� essere attuata mediante piano particolareggiato. Con la��approvazione del piano particolareggiato i lottizzanti potranno modificare le previsioni del piano regolatore e cioA? modificare la posizione della pista ciclabile, e del verde pubblico (G5), nonchA� alla viabilitA� a condizione che la soluzione proposta sia migliore sotto il profilo della fruibilitA� delle aree e agevoli la��uso dei servizi. Qualora la��area G5 sia diversamente ubicata dovrA� essere previsto sul lato nordovest, comunque la��obbligo di mitigazione acustica nel lato prospiciente le abitazioni e visiva su tutti i confini del comparto mediante realizzazione di quinta alberata. Al fine di non alterare il paesaggio si prescrive di attuare gli interventi edificatori evitando di realizzare un unico fabbricato di grande dimensioni ma realizzando manufatti separati.
In tale comparto A? possibile inoltre realizzare edifici con destinazione :
b6) medio piccole strutture di vendita (fino alla superficie di 800mq) non alimentare;
b7) medio grandi strutture di vendita (fino alla superficie di 1500 mq) non alimentare;
e. La��attuazione del comparto D5 dovrA� essere attuato rispettando le seguenti osservazioni:
1) DovrA� essere eseguito un intervento di bonifica ambientale, sulla��area D1* – Fornace Laterizi Brunori, consistente in una barriera visiva e una mitigazione acustica sul fronte di via Lume e sul confine con la zona F3.
2) DovrA� essere eseguito un intervento di bonifica ambientale, sulla��area agricola lungo la via Fossa MaestA� e vincolata come area di riequilibrio ecologico, consistente in una barriera visiva e una mitigazione acustica sopraelevata secondo un progetto approvato dagli organi competenti che dovrA� essere attuato prima della��attuazione del comparto D5.

16.3.1 Le zone D1 di completamento interessano 4 nuovi lotti
LOTTOSF m2UF m2 /m2S.l.u.D1 149050,452207D1 285390,453842D1 382650,453719D1 452310,452353
Nei nuovi lotti deve essere garantita una Sp = 40% di SF.

16.3.2 Le zone D2b di completamento interessano 4 nuovi lotti
COMPARTOST m2UT m2/m2Slu m2D2b1671310,4026852D2b2198070,407922D2b3607090,4024284

16.4 Impianti produttivi in zona agricola sono censiti in:
UsoIndici e ParametriModalitA� di interventoimpianti produttivi esistenti con produzioni inerenti alla��attivitA� agricola o zootecnica AttivitA� agroindustriali Allevamenti zootecnici di tipo intensivo Ea�� ammessa la possibilitA� di passare a destinazioni di minore impatto ambientale ovvero a funzioni abitative agricole e relativi annessi e a funzione non abitative come definite al comma 18.4 Previa demolizione della Slu esistente.Trasformazione a d abitativo come da comma 18.4.1 A? ammessa una Slu complessiva di 300 mq Nei restanti casi valgono le norme di cui alla��art. 19 edifici di servizioIntervento Edilizio Diretto salvo specifiche indicazioni normative e cartografiche Interventi 1, 2, 3, 8, 9, 10, 12, 14impianti produttivi esistenti con produzioni non inerenti alla��attivitA� agricola o zootecnica Si confermano le attivitA� di cui ai punti 12 – 17 di cui al comma successivo 16.4.1 Ea�� ammessa la possibilitA� di passare a destinazioni di minore impatto ambientale ovvero a funzioni abitative agricole e relativi annessi e a funzione non abitative come definite al comma 18.4 Previa demolizione della Slu esistente.Trasformazione a d abitativo come da comma 18.4.1 A? ammessa una Slu complessiva di 300 mq Per gli edifici di servizio si rimanda alla��art. 19Intervento Edilizio Diretto salvo specifiche indicazioni normative e cartografiche Interventi 1, 2, 3, 8
Il recupero di edifici con originaria funzione diversa dalla��abitativa A? consentito solo se compatibile con le attuali caratteristiche tipologiche degli edifici e per gli usi compatibili con il contesto ambientale

16.4.1 Elenco degli impianti produttivi esistenti in zona extra-urbana
N.ATTIVITA’INDIRIZZOSTATO1Allevamento avicolo e prima lavorazione delle uovaVia ValentoniaUtilizzato2Cantina VinicolaVia Colombarone CanaleNon utilizzato3Magazzino ortofrutticoloVia CavallazziUtilizzato4Cantina VinicolaVia San FrancescoUtilizzato5Cantina VinicoloVia San FrancescoUtilizzato6Allevamento avicoloVia San FrancescoUtilizzato7Allevamento avicolo (accatastato come deposito)Via FornaceNon utilizzato8Allevamento avicoloVia PorziaUtilizzato9Allevamento avicoloVia ViazzaUtilizzato10ApicoltoreVia LugheseUtilizzato11Lavorazione intestini animali (per insaccati)Via CavallazziNon utilizzato12Officina meccanicaVia FlunoUtilizzato13Officina meccanica per carrelli elevatoriVia SeliceUtilizzato14Progettazione e lavorazione parti meccanicheVia SeliceUtilizzato15Officina meccanicaVia San FrancescoUtilizzato16Laboratorio artistico per la lavorazione della ceramicaVia Bazzino Utilizzato17Parcheggio scoperto per camionVia San FrancescoUtilizzato