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ART 17 ZONE AGRICOLE “E”
17.1 Definizione e disposizioni comuni è costituito dall’insieme del territorio non urbanizzato, vengono definite zone omogenee E le parti del territorio destinate a prevalente uso agricolo di cui all’art. 2 del D.M. 2/4/1968 ed all’art. 40 della L.R. 7/12/1978, n. 47 integrato L.R. 29/3/1980 n. 23 e della L.R. 6/95.
La normativa relativa a queste zone disciplina gli interventi ai fini del recupero e dello sviluppo del patrimonio produttivo agricolo, tutelando le unità produttive e favorendo le esigenze economiche e sociali dei lavoratori agricoli, delle imprese coltivatrici e delle loro forme associative e cooperative.
Obiettivo di dette norme è quello di incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente prima di procedere a nuove costruzioni. Nelle zone agricole sono confermati gli atti di asservimento e di vincolo esistenti.

17.1 Tali zone rappresentano uno strumento e una riserva:
- per la difesa idrogeologica del suolo;
- per la difesa dell’equilibrio fisiologico, biologico ed ecologico del territorio e della collettività urbana;
- per la difesa del paesaggio agrario e dei valori geologici, storici, artistici ed ambientali della pianura;
- per la creazione di parchi naturali.

17.2 Tutti i nuovi insediamenti dovranno essere riferiti ad una unità territoriale costituita dall’intera azienda agricola e, per le attrezzature per la lavorazione di prodotti agricoli o zootecnici, dalle aziende eventualmente consorziate.
Nelle zone agricole sono vietate tutte le alterazioni del tracciato e le caratteristiche morfologiche e paesistiche delle infrastrutture territoriali di preminente valore storico e
paesistico. E’ altresì vietata la costruzione di edifici o manufatti per qualsiasi destinazione lungo i margini dei tracciati stessi, ad eccezione dei manufatti per la viabilità, che dovranno comunque adeguarsi alle esigenze di salvaguardia ambientale e paesistica. E’ obbligatoria la conservazione delle steli, delle edicole, con particolare riferimento a quelle situate sui bivi, trivi e quadrivi, nonchè delle alberature, delle siepi, ecc.

17.3 Tutti gli interventi devono essere volti a conservare e/o recuperare e/o realizzare le consolidate caratteristiche (morfologiche, tipologiche, costruttive, materiche e cromatiche) proprie dell’edilizia rurale del luogo, nel rispetto dell’orografia circostante. In particolare devono, tra l’altro, essere:
- conservati (e, se del caso, reintegrati) i materiali e le finiture originarie, nonchè le alberature esistenti di pregio;
- progettata la sistemazione planimetrica della corte, anche attraverso la conservazione degli annessi originari (quali i fienili, i forni, i pozzi, ecc.);
- i rilievi e i progetti presentati per intervenire nelle zone agricole devono essere completi di tutti i particolari, compresi quelli costruttivi e decorativi necessari ad una corretta lettura dell’intervento proposto, supportati da un’indagine fotografica dettagliata estesa all’intorno;
- le preesistenti strutture in legno o pietra, come anche i solai a volta di norma non vanno sostituiti con altri materiali. I materiali costruttivi di finitura, anche negli interventi di nuova costruzione, dovranno essere scelti tra quelli tradizionali;
- le caratteristiche volumetriche e morfologiche dovranno essere improntate a criteri di semplicità e compattezza.

17.4 Il PRG classifica le zone agricole nel seguente modo:
E-1 – Zone produttive agricole zone produttive agricole le zone destinate a sviluppare le potenzialità produttive senza particolari misure di tutela.
E-2 – Zone agricole di rispetto dei centri e dei nuclei abitati. Le zone agricole di rispetto dell’abitato comprendono le parti del territorio destinate alla salvaguardia dell’ambiente naturale e vegetale agricolo nelle aree adiacenti ai centri urbani.
In tali zone è consentita unicamente la coltivazione del terreno.
Le costruzioni esistenti possono essere oggetto esclusivamente di interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione e demolizione.

ART. 18 DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI NELLE ZONE AGRICOLE
Commi sostituiti con deliberazione del CC. 22/2002.

18.1 (ex ART. 34) – DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI NELLE ZONE AGRICOLE
Gli edifici esistenti in zona extra-urbana sono individuati nella Tavola di P.R.G. “Piano delle tutele” Tav. 02 scala 1:5000 da un numero progressivo che corrisponde alle schede di rilevamento dei fabbricati.
Gli edifici in zona extra-urbana sono inoltre classificati secondo il loro valore storico – architettonico e la funzionalità degli edifici relativamente alla attività agricola.
Gli edifici in zona extra-urbana sono così suddivisi:
A – edifici di pregio storico-architettonico e/o di valore testimoniale;
B – edifici e/o complessi di edifici che non presentano intrinseco valore storico – architettonico o testimoniale.
Le categorie di intervento per gli edifici di pregio sono individuate nell’ALLEGATO “Schede: Edifici ed elementi architettonici”.

18.2 (ex ART. 35) – USI DEGLI EDIFICI IN ZONA AGRICOLA
Gli usi degli edifici in zona agricola si possono suddividere in:
USI AGRICOLIa – residenza permanente collegata alla attività agricolab – edifici non occupati funzionalmente collegati alla attività agricola; c – residenza saltuaria collegata alla attività agricolad – usi a servizio dell’attività agricolae – allevamenti aziendalif – produzioni specialim – allevamenti avicoliUSI NON AGRICOLI g – residenza permanente non collegata alla attività agricolah – edifici non occupati: (case abbandonate, ruderi);i – attività commerciali, turistiche, sociali e culturali, uffici, laboratori artistici;l – residenza saltuaria non collegata alla attività agricola

18.3 (ex ART.36) – POSSIBILITA’ EDIFICATORIE, STATO DI FATTO, FRAZIONAMENTI SUCCESSIVI, CONVENZIONI
Le possibilità edificatorie consentite nelle zone agricole si intendono utilizzabili, con le modalità previste dalle presenti norme per le zone agricole, una sola volta e sono realizzabili anche per fasi successive.
Nelle zone agricole ad ogni edificio connesso con l’attività agricola stessa è asservita una quota di terreno facente parte della stessa azienda in rapporto agli specifici indici e parametri di edificabilità.
Nel caso di frazionamento successivo le aree asservite non sono ulteriormente computabili ai fini edificatori. L’area asservita ai nuovi fabbricati ed agli interventi che prevedono aumenti di superficie utile deve essere espressamente indicata nella domanda e deve essere verificata dal Comune, in sede di concessione, la rispondenza ai requisiti di cui al comma precedente.
Il rilascio della concessione per nuovi fabbricati e per gli interventi con aumenti di superficie utile è subordinato alla stipula di una convenzione o atto unilaterale d’obbligo con il Comune in cui risulti individuata l’area asservita all’edificazione che non potrà essere ulteriormente computata a fini edificatori. A tale scopo dovrà essere fornito l’estratto catastale del quale risulti evidenziata l’area asservita al fabbricato.
Tutte le spese relative alla convenzione sono a carico del richiedente la concessione.
Per l’applicazione delle presenti norme si fa riferimento allo “stato di fatto” esistente al 31.5.1982 così come risulta dai documenti catastali (anche storici) e dai rogiti notarili da allegare alla domanda di concessione e che costituiscono parte integrante della pratica.
Lo “stato di fatto” documenta:
a) – l’appoderamento in atto tramite la definizione cartografica catastale, il rapporto tra la superficie utile degli edifici e la relativa superficie agricola asservita nonchè l’eventuale acquisto o vendita di particelle catastali;
b) – la dimostrazione che ai fabbricati esistenti è stata asservita una quota di terreno in conformità agli indici ed ai parametri vigenti al momento dell’edificazione. La suddetta dimostrazione è basata sui documenti catastali e rogiti notarili;
c) – la consistenza, tramite rilievo alla scala adeguata, degli edifici esistenti sul fondo con la specificazione della destinazione d’uso di tutti i vani.
Per i frazionamenti precedenti vale quanto specificato al punto b) sopra descritto.
Non si autorizzano edifici residenziali e a servizi nei fondi risultanti da frazionamenti successivi alla data di adozione delle presenti norme.
Ai fini del calcolo della superficie minima d’intervento e della applicazione degli indici edilizi, sono computabili anche le superfici del fondo destinate a zona di rispetto cimiteriale, di rispetto dei corsi di acqua, delle strade e delle ferrovie e le zone a vincolo fluviale individuate in V.G./P.R.G.
Tali zone vanno considerate produttive a tutti gli effetti, su queste non può comunque essere realizzata l’edificazione.
Agli stessi fini sono computabili le superfici di “corpi fondiari” facenti capo alla stessa azienda agricola, anche se non strettamente contigui compresi in ambito comunale.

18.4 (ex ART. 37) – DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI NELLE ZONE AGRICOLE
Gli interventi previsti e regolamentati dalle presenti norme nelle zone agricole sono i seguenti:
A) – Costruzione di nuove abitazioni che risultino necessarie ai fini della conduzione agricola e che siano destinate ad ospitare:
i coltivatori diretti, gli affittuari, i mezzadri, i salariati agricoli quando siano addetti alla conduzione del fondo;
A1) – Ampliamenti degli edifici esistenti di abitazione con destinazione come precisata al punto A) precedente, quando non siano tipologicamente classificati.
B) – Costruzione di fabbricati di servizio, necessari al diretto svolgimento delle attività aziendali produttive, quali:
- depositi di attrezzi, materiali, sementi, antiparassitari;
- rimesse per macchine agricole;
- ricoveri per animali di allevamento aziendale;
- serre fisse o mobili per colture aziendali;
- ogni altra costruzione di servizio che risulti direttamente funzionale alle esigenze dell’azienda agricola.
C) – Costruzione di lagoni di accumulo per la raccolta di liquami di origine zootecnica, con conseguente applicazione delle tecniche di spandimento agronomico.
D) – Costruzione di fabbricati e di impianti produttivi di tipo industriale per la lavorazione, conservazione, prima trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e zootecnici.
E) – Costruzione di impianti tecnici e tecnologici al servizio del territorio agricolo, delle produzioni agricole e delle strutture aziendali, ma non legati ad una singola azienda, quali:
silos, caseifici, cantine sociali, frigo, ecc.
F) – Costruzione di serre fisse o mobili, per attività colturali di tipo intensivo e industriale.
G) – Costruzione di infrastrutture e di difesa del suolo quali:
- strade poderali
- canali
- opere di difesa idrauliche.
H) – Interventi sul patrimonio edilizio esistente.

18.5 (ex ART. 38) – FINALITA’ DEGLI INTERVENTI AMMISSIBILI NELLE ZONE AGRICOLE
Le nuove costruzioni di tipo A, A1, (B, C, D, E, F, G) sono ammissibili nelle zone agricole quando sono realizzate in funzione della conduzione del fondo e delle esigenze economiche, sociali, civili dei seguenti soggetti, secondo le modalità del quinto comma dell’art. 40 L.R. 7/12/78, n./47:
a) – coltivatore diretto proprietario e coltivatore diretto affittuario che dedica all’attività agricola almeno il 30% del tempo di lavoro complessivo e ricava da tale attività almeno il 30% del proprio reddito di lavoro;
b) – imprenditore agricolo a titolo principale ai sensi del primo comma dell’art. 7 della L.R. 5/5/1977, n. 18 e cioè:
- proprietari concedenti richiedenti la concessione in funzione delle esigenze dell’azienda agricola, dei coltivatori e dei conduttori interessati e dei loro familiari;
- proprietari conduttori in economia e dei loro familiari;
- affittuari e conduttori mezzadri in possesso del titolo di cui alla legge 11/2/1971, n. 11 ed alla legge 15 settembre 1964 n. 756;
- cooperative agricole di conduzione, braccianti e forme associate assimilabili.
Per gli interventi di tipo I la concessione può essere rilasciata anche per interventi non funzionali alla produzione agricola nelle forme e nei modi previsti (dall’articolo seguente) e secondo quanto previsto dall’art. 17 della L.R. n. 6/95.
I titoli dei richiedenti vanno verificati all’atto della domanda di concessione.
Per le nuove costruzioni di tipo B,C,D,E,F,G,H, L sono ammessi gli interventi secondo le modalità dell’art. 42 delle NTA anche per tutte le figure di imprenditore agricolo.

ART. 19 – INDICI E PARAMETRI EDILIZI
Commi sostituiti con deliberazione del CC. 22/2002.

19.1.1 (ex ART. 39) – DISCIPLINA DEGLI EDIFICI IN ZONA AGRICOLA
A – EDIFICI DI PREGIO STORICO-ARCHITETTONICO E/O DI VALORE TESTIMONIALE.
Attuatori:
A – a) – operatori agricoli qualificati
Destinazioni d’uso ammesse:
- residenza permanente collegata con l’attività agricola;
- residenza permanente non collegata con l’attività agricola;
- attività turistiche, agrituristiche o di turismo rurale di cui alla L.R. 26/94 e Reg. Regionale 3/5/96 n. 11;
- terziarie, uffici;
- sociali e culturali;
- laboratori d’arte;
- usi a servizio dell’attività agricola;
- servizi alla residenza;
- servizi alla attività agricola.
Modalità di intervento costruttive:
- Manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, cambio di destinazione d’uso, valgono inoltre le modalità di intervento di cui all’allegato Schede: Edifici ed elementi architettonici.
E’ consentita la realizzazione di nuove unità immobiliari (nel numero massimo di 2 u.i. ad uso abitativo per edificio) tramite cambio di destinazione d’uso degli edifici esistenti secondo le seguenti modalità:
- abitazione e stalla-fienile giustapposte tali da formare un unico organismo edilizio: sono consentite trasformazioni all’uso abitativo della stalla-fienile con l’obbligo del mantenimento dei porticati esistenti.
- abitazione e stalla fienile separati Sono consentite trasformazioni, secondo le destinazioni d’uso ammesse della stalla-fienile con l’obbligo del mantenimento dei porticati esistenti.
Per entrambi i tipi edilizi sopra richiamati valgono le seguenti norme:
Non sono consentite recinzioni all’interno delle corti rurali.
Non è comunque consentito il recupero all’uso abitativo di tettoie, baracche ed ogni altro manufatto precario, nonchè dei proservizi di altezza inferiore a m. 2,5.
Nei cambi di destinazione d’uso in cui si prevede l’utilizzo a scopo abitativo di stalle e/o fienile nonchè nei cambi d’uso senza opere (da fabbricato rurale ad urbano) tale variazione dovrà comunque prevedere una porzione di terreno sufficiente a garantire il corretto smaltimento di tutte le acque nere.
Modalità di intervento attuative:
Intervento edilizio diretto o Piano di Recupero nei casi individuati e perimetrati dalle Tavole di P.R.G.
Indici e parametri ammessi per gli abitativi
Recupero delle superfici abitative esistenti nei limiti consentiti dalle tipologie edilizie e/o cambio di destinazione d’uso di stalle e/o fienili.
Il numero delle nuove unità immobiliari ad uso abitativo, derivanti dal recupero, e/o cambio di destinazione d’uso non dovrà superare le 2 unità per edificio.
In alternativa a quanto sopra è ammessa la Nuova costruzione ad uso abitativo nel limite massimo di 300 mq di SLU se comunque non già utilizzati.
Slu = ( mq Sf + 40.000)/500 dove Sf è la superficie del fondo espressa in mq asservita all’edificio
H max alle gronde = ml 6,50
- distanza minima tra gli edifici ml 10
- distanza minima dai confini e dai limiti di zona ml 10.
La costruzione di nuovi fabbricati residenziali è ammessa solo nel caso in cui la superficie del fondo computabile ai fini della edificabilità sia uguale o superiore a 50.000 m2 e non sia asservita ad altra residenza.
Per gli edifici compresi nelle aree ad alto grado di vulnerabilità degli acquiferi all’inquinamento non sono ammesse nuove costruzioni per fini abitativi, nè cambi di destinazione d’uso per stalle e fienile in assenza delle reti fognarie.
Indici e parametri ammessi per i fabbricati di servizio.
I fabbricati di servizio dovranno essere dimensionati secondo quanto previsto dall’art. 42.
Attuatori:
A – b) tutti i soggetti non operatori agricoli.
Destinazioni d’uso ammesse:
- residenza collegata alla attività agricola;
- residenza non collegata alla attività agricola;
- usi a servizio dell’attività agricola;
- servizi alla residenza;
- attività turistiche, agrituristiche o di turismo rurale di cui alla L.R. 26/94 e Reg. Regionale 3/5/96 n. 11;
- servizi alla attività agricola;
- laboratori artistici;
- uffici.
Modalità di intervento costruttive:
Manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria cambio di destinazione d’uso, negli altri casi valgono le modalità di intervento di cui all’Allegato “Schede: Edifici ed elementi architettonici”.
E’ consentita la realizzazione di nuove unità immobiliari (nel numero massimo di 2 u.i. ad uso abitativo per edificio) tramite cambio di destinazione d’uso o degli edifici esistenti secondo le seguenti modalità:
- abitazione e stalla-fienile giustapposte tali da formare un unico organismo edilizio: sono consentite trasformazioni all’uso abitativo della stalla-fienile con l’obbligo del mantenimento dei porticati esistenti; non sono consentite nuove costruzioni per fini abitativi.
- abitazione e stalla fienile separati Sono consentite trasformazioni, secondo le destinazioni d’uso ammesse dalla stalla fienile con l’obbligo del mantenimento dei porticati esistenti; non sono consentite nuove costruzioni per fini abitativi.
Per entrambi i tipi edilizi sopra richiamati valgono le seguenti norme:
Non sono consentite recinzioni all’interno delle corti rurali.
Non è comunque consentito il recupero all’uso abitativo di tettoie, baracche ed ogni altro manufatto precario, nonchè dei proservizi di altezza inferiore a m. 2,5.
Nei cambi di destinazione d’uso in cui si prevede l’utilizzo a scopo abitativo di stalle e/o fienile nonchè nei cambi d’uso senza opere (da fabbricato rurale ad urbano) tale variazione dovrà comunque prevedere una porzione di terreno sufficiente a garantire il corretto smaltimento di tutte le acque nere.
Modalità di intervento attuative
Intervento edilizio diretto o Piano di Recupero nei casi individuati e perimetrati nelle tavole di P.R.G.
Edifici a proservizi
Per gli edifici a proservizi è ammessa la realizzazione di servizi alla residenza (cantine, autorimesse) esclusivamente nell’ambito dei volumi esistenti.
Indici e parametri ammessi per usi abitativi:
- Il numero delle nuove unità immobiliari ad uso abitativo, derivanti dal recupero, o cambio di destinazione d’uso non dovrà superare le 2 unità per edificio.
Obbligo del mantenimento ad uso comune della corte rurale evitando recinzioni interne di qualsiasi tipo.
B – EDIFICI O COMPLESSI DI EDIFICI IN ZONA AGRICOLA CHE NON PRESENTANO INTRINSECO VALORE STORICO-ARCHITETTONICO E/O VALORE TESTIMONIALE.
Attuatori:
B-a – operatori agricoli qualificati.
Destinazioni d’uso ammesse:
- residenza collegata alla attività agricola;
- residenza non collegata alla attività agricola;
- usi a servizio dell’attività agricola;
- servizi alla residenza;
- servizi alla attività agricola.
Modalità di intervento costruttive
Manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria cambio di destinazione d’uso, restauro e risanamento conservativo, ripristino tipologico, demolizione, ristrutturazione edilizia, ripristino edilizio, nuova costruzione, ricostruzione.
Nei cambi di destinazione d’uso in cui si prevede l’utilizzo a scopo abitativo di stalla e/o fienile nonchè nei cambi d’uso senza opere (da fabbricato rurale ad urbano) tale variazione dovrà comunque prevedere una porzione di terreno sufficiente a garantire il corretto smaltimento di tutte le acque nere.
Non è comunque consentito il recupero all’uso abitativo di tettoie, baracche ed ogni altro manufatto precario, nonchè dei proservizi di altezza inferiore a m 2,5.
Modalità di intervento attuative
Intervento edilizio diretto.
Indici e parametri ammessi per usi abitativi
Interventi di tipo A (nuove abitazioni) A1 (ampliamento)
Slu = (m2 Sf + 40.000)/500 dove Sf è la superficie del fondo espressa in m2 asservita all’edificio;
H max alle gronde = ml 6,50
- distanza minima tra gli edifici ml. 10
- distanza minima dai confini e dai limiti di zona ml 10.
La costruzione di nuovi fabbricati residenziali è ammessa solo nel caso in cui la superficie del fondo computabile ai fini della edificabilità sia uguale o superiore a 50.000 mq e non sia asservita ad altra residenza.
La S.L.U. massima ammissibile è di 300 m2
Interventi sul patrimonio edilizio esistente (I H)
Secondo quanto previsto all’art. 17 L.R. 6/95 è ammesso il cambio d’uso degli edifici non classificati come edifici di valore storico o testimoniale.
E’ ammessa la trasformazione a residenza non collegata con l’attività agricola.
E’ ammessa la trasformazione di stalle e/o fienili.
La trasformazione di questi ultimi è alternativa alla formula di cui al comma precedente “indici e parametri ammessi per usi abitativi”.
Il numero delle nuove unità immobiliari ad uso abitativo, derivanti dal recupero, e/o cambio di destinazione d’uso non dovrà superare le 2 unità per edificio.
Indici e parametri ammessi per i fabbricati di servizio
I fabbricati di servizio dovranno essere dimensionati secondo quanto previsto dall’art. 42.
I fabbricati di servizio di nuova costruzione dovranno essere schermati con una fila di alberature di alto fusto.
Attuatori:
B-b – tutti i soggetti non operatori agricoli.
Destinazione d’uso ammesse:
- residenza collegata alla attività agricola
- residenza non collegata alla attività agricola;
- servizi alla residenza;
- servizi alle attività agricole.
Modalità di intervento costruttive:
manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, cambio di destinazione d’uso relativamente ai soli edifici residenziali, restauro e risanamento conservativo, ripristino tipologico, demolizione, ristrutturazione edilizia, ripristino edilizio, ricostruzione, ampliamento.
Non è comunque consentito il recupero all’uso abitativo di tettoie, baracche ed ogni altro manufatto precario, nonchè dei proservizi di altezza inferiore a m. 2,5.
Non sono ammesse nuove costruzioni per fini abitativi.
Edifici a proservizi
Per gli edifici a proservizi è ammessa la realizzazione di servizi alla residenza (cantine, autorimesse) esclusivamente nell’ambito dei volumi esistenti.
Modalità di intervento attuative:
Intervento edilizio diretto o Piano di Recupero nei casi individuati e perimetrati nelle tavole di P.R.G.
Indici e parametri ammessi per usi abitativi:
- Trasformazione delle superfici abitative, delle stalle e dei fienili nei limiti consentiti dalle tipologie edilizie, con l’obbligo del mantenimento ad uso comune della corte rurale evitando recinzioni interne di qualsiasi tipo.
Il numero delle nuove unità immobiliari ad uso abitativo, derivanti dal recupero, ampliamento e/o cambio di destinazione d’uso non dovrà superare le 2 unità per edificio.

19.1.2 (ex ART. 40) – PARERE DELLA COMMISSIONE CONSULTIVA PER LE ZONE AGRICOLE (C.C.Z.A.)
Per accertare l’ammissibilità dell’intervento per cui viene richiesta la concessione in relazione alla presente normativa di P.R.G. e per verificare le finalità dell’intervento stesso il Sindaco deve valersi del parere della Commissione Consultiva per le Zone Agricole. Tale Commissione è nominata con deliberazione del Consiglio Comunale nei modi e nei termini di legge. Il parere della Commissione Consultiva per le Zone Agricole è obbligatorio ed integra, ma non sostituisce, quello della Commissione Consultiva Edilizia.

19.1.3 (ex ART. 41) – ATTUAZIONE DEGLI INTERVENTI
Gli interventi in zona agricola si attuano per mezzo dei seguenti strumenti:
1) – Interventi diretti:
1a – autorizzazione per gli interventi di manutenzione e straordinaria;
1b – concessione gratuita ai sensi della legge n. 10 del 28/1/77 art. 9 quando è rilasciata per gli interventi: A, A1, B, D, H, dell’art. 33 – 37 delle presenti norme quando il richiedente è nelle condizioni di imprenditore agricolo a titolo principale ai sensi del primo comma dell’art. 7 della legge regionale 5/5/88 77 n. 18;
- opere di salvaguardia dell’ambiente (taglio e piantumazione alberi d’alto fusto; bacini artificiali; canali; arginature; pozzi; costruzioni di strade poderali).
1c – Concessione onerosa o parzialmente onerosa in tutti gli altri casi.

2) – Interventi Preventivi:

2a – Piani particolareggiati di iniziativa pubblica o privata previsti dalla V.G. al P.R.G. nel quadro del piano di sviluppo agricolo;
2b – Piani per gli insediamenti produttivi di cui all’art. 24della legge regionale 7/12/1978 n. 47;
2c – Piani di sviluppo aziendale e interaziendale di iniziativa privata, proposti dai soggetti di cui agli artt. 6 e 7 della legge regionale 5/5/77, n. 18 che stabiliscono, in funzione delle reali necessità produttive delle aziende, la quantità e qualità degli interventi e comunque con superficie aziendale non inferiore ai 20.000 mq. Il piano va corredato degli elementi previsti dall’art. 21 della stessa legge n. 18 e sottoposto al parere della Commissione Agricola Provinciale.
Il P.S.A. si attua inoltre nel caso risulti necessario, per le finalità produttive dell’azienda, superare gli indici fissati dalle norme di zona di cui all’art. 42.
Gli interventi edilizi previsti dal piano di sviluppo aziendale, dopo l’approvazione del piano stesso da parte del Consiglio Comunale sono comunque sottoposti alla procedura della concessione.

19.1.4 (ex ART. 42) – INDICI E PARAMETRI EDILIZI PER GLI INTERVENTI NON ABITATIVI IN ZONA AGRICOLA
Gli indici edilizi relativi alle costruzioni di tipo B, C, D, E,F, G, H di cui all’art. 37 sono i seguenti:
1 – Interventi di tipo B – Fabbricati di servizio dell’azienda agricola
Nel caso di nuova edificazione si dovranno rispettare i seguenti parametri urbanistici – edilizi:
- Superficie minima d’intervento = 15.000 mq.
- Distanza minima dai confini di proprietà e dai limiti di zona = ml. 10
- Distanza minima dai fabbricati di tipo A. = ml. 10
- Non è ammessa la costruzione in aderenza quando trattasi di ricoveri per animali di allevamento aziendali
- Slu = Superficie utile in mq. = SF.x 0,015
SF = Superficie del fondo asservita alla costruzione.
In questo caso è computabile ai fini dell’edificabilità anche la Sf già asservita o da asservire ai fabbricati di cui agli interventi di tipo A.
Il limite massimo di Su per fabbricati di servizio individuati applicando le precedenti formule è comprensivo della Slu di eventuali edifici esistenti di uguale destinazione.
Qualora i fabbricati destinati a servizi o loro parti, siano classificati di valore monumentale, di pregio architettonico o ambientale, (edifici o complessi di edifici di CAT 1 e 2) la quota di ampliamento potrà essere utilizzata esclusivamente per la edificazione di nuovi fabbricati di servizio da realizzarsi di norma al di fuori dell’area cortiliva, riferita, alla cartografia catastale.
Per gli edifici a servizi esistenti è pure ammessa la demolizione e ricostruzione o l’ampliamento tramite l’applicazione degli stessi parametri ed indici da utilizzarsi per le nuove costruzioni.
I nuovi fabbricati di servizio dovranno essere opportunamente schermati con quinte di alberi.
Per Slu nei fabbricati di tipo B si intende la Superficie Lorda Utile destinata a servizi dell’Azienda agricola costituita dalla somma delle superfici lorde di tutti i piani, entro e fuori terra senza alcuna esclusione e con quella destinazione.
Per i fabbricati destinati al ricovero per animali di allevamento aziendale, valgono le seguenti caratteristiche:
1) – allevamenti aziendali suinicoli
Sono allevamenti aziendali suinicoli gli allevamenti fino a 400 mq. di Slu che abbiano a disposizione una sufficiente quantità di terreno sulla quale eseguire lo spandimento agronomico dei liquami.
Ai fini dell’applicazione delle presenti norme, il dimensionamento degli insediamenti e delle superfici di terreno asservite per lo spandimento per allevamenti suinicoli viene effettuato applicando le normative vigenti in materia.
2) Allevamenti aziendali di bovini e equini;
Sono allevamenti di tipo aziendale quelli fino a 500 mq. di Slu per la sola stalla.
3) Allevamenti aziendali di polli e zootecnia minore;
Sono allevamenti di tipo aziendale quelli fino a 300 mq. di Slu.
2) – Interventi di tipo C – Lagoni di accumulo dei liquami
La costruzione dei lagoni di accumulo può essere concessa sulla base di un progetto redatto ai sensi delle norme di legge vigenti.
- confini zona agricola = ml. 300
- confini di proprietà = ml. 20
- case abitazioni esistenti = ml. 100
- edifici non abitativi = ml. 20
Le distanze si misurano a partire dal piede esterno dell’argine del lagone di accumulo.
3) – Interventi di tipo D – Impianti produttivi per la lavorazione di prodotti agricoli e zootecnici
Uf = 0,15 mq/mq, (nel calcolo della superficie vanno conteggiati tutti i fabbricati esistenti).