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ART. 21 – CLASSIFICAZIONE DELLE ZONE AGRICOLE IN SOTTO UNITA’ DI PAESAGGIO ED INTERVENTI AMMESSI NELLE SINGOLE ZONE
Il P.R.G. classifica le zone agricole in conformità al Piano Paesistico Regionale ed al Piano Infraregionale con particolare riguardo alla conformazione fisica dei suoli ed alle caratteristiche ambientali.
Le seguenti zone caratterizzate sotto il profilo geologico, morfologico ed ambientale costituiscono “sotto unità di paesaggio”:
1 – sottounita’ di paesaggio degli argini attuali (asse santerno)
2 – sottounita’ di paesaggio della piana alluvionale recente di fiumi meandriformi
3 – sottounita’ di paesaggio dei dossi di pianura
4 – sottounita’ di paesaggio della piana alluvionale antica di fiumi meandriformi
5 – sottounita’ di paesaggio della piana esondabile depressa

21.1 sottounita’ di paesaggio degli argini attuali (asse Santerno) Quest’area comprende una fascia di territorio che si sviluppa sul lato Ovest del Torrente Santerno parallelamente all’asse del fiume.
Morfologicamente è caratterizzata da aree piane a quote superiori di 1,5 – 2 m rispetto alla media altimetrica del territorio comunale, generate dalla migrazione degli argini naturali del Santerno.
Queste aree di microrilievo, sono generalmente associate a tracce, a volte ben evidenti, degli ultimi canali di meandro del Santerno, resi fossili dai recenti interventi di arginatura e regimazione del Torrente.
Ad esemplificazione di quanto esposto, nel settore NE del territorio comunale, nei pressi di località Alberi, è possibile riconoscere un paleo-meandro ora sede di un canale ad uso irriguo, il quale però conserva l’andamento originale di antico meandro.
Le litologie prevalenti sono generalmente granulari con prevalenza dei litotipi sabbiosi su quelli ghiaiosi ed argillosi; la permeabilità dei terreni, piuttosto elevata, è di tipo primario.
Da quanto esposto, si ritiene che le aree individuate come appartenenti a questa sottounità di paesaggio e non incluse nelle aree di vincolo previste dagli Art. 17 e 18 del P.T.P.R. e della Legge 8 agosto 1985 n. 431, siano idonee per l’edificazione.
Si prescrive comunque di non alterare o deprimere la superficie freatica con le opere di scavo e di fondazione.
Si riportano di seguito le prescrizioni per le indagini relative a fondazioni di manufatti di qualsiasi tipo.

21.2 sottounita’ di paesaggio della piana alluvionale recente di fiumi meandriformi Questa sottounità è caratterizzata da una morfologia tipicamente di pianura con debole inclinazione verso nord, in direzione della via principale di deflusso delle acque superficiali.
Morfologicamente è interessante segnalare la presenza di piccole strutture positive generate da depositi di rotta (Crevasse splay) conseguenti alle piene più importanti che in passato hanno interessato il Torrente Santerno.
Da un punto di vista geologico è da sottolineare come le litologie superficiali prevalenti siano del tipo limo-argilloso e conseguentemente la permeabilità dei terreni possa essere considerata estremamente ridotta.
Da quanto esposto, si ritiene che le aree individuate come appartenenti a questa sottounità di paesaggio, siano idonee per l’edificazione.
Si prescrive comunque di non alterare o deprimere la superficie freatica con le opere di scavo e di fondazione.
Si riportano di seguito le prescrizioni per le indagini relative a fondazioni di manufatti di qualsiasi tipo.

21.3 sottounita’ di paesaggio dei dossi di pianura Questa sottounità di paesaggio evidenzia come caratteristica peculiare la presenza di due fasce continue e subparallele di microrilievo.
Queste fasce, individuate essenzialmente grazie alla lettura e all’interpretazione della carta geomorfologica di pianura, redatta su base topografica 1:50000 con equidistanza a 0,2 m, sono interpretabili come i paleo-argini di un antico corso fluviale che qui scorreva in epoca pre-romana.
Quanto esposto è anche confermato dall’analisi delle litologie superficiali che interessano il territorio di questa sottounità, ed in particolare, della profondità del tetto del primo livello sabbioso.
Infatti, le litologie, che più a Est ed a Ovest erano prevalentemente limo-argillose, evidenziano un aumento in percentuale di materiali grossolani (sabbie e subordinatamente ghiaie fini).
E’ da sottolineare che la situazione geolitologica descritta e il conseguente aumento della permeabilità primaria dei terreni evidenziano come quest’area rappresenti un sistema di ricarica per gli acquiferi superficiali.
In questa sottounità di paesaggio le disposizioni sono quindi finalizzate sia alla tutela del livello freatico che alla tutela dell’insieme di microrilievi che individuano il sistema dei dossi di pianura.
In particolare gli interventi non devono incidere negativamente sulle strutture positive e non devono alterare il tetto del livello freatico.
Si riportano di seguito le prescrizioni per le indagini relative a fondazioni di manufatti di qualsiasi tipo.

21.4 sottounita’ di paesaggio della piana alluvionale antica di fiumi meandriformi Questa sottounità è caratterizzata da una morfologia tipicamente di pianura con debole inclinazione verso nord, in direzione della via principale di deflusso delle acque superficiali.
Morfologicamente è interessante segnalare la presenza di tracce di piccole strutture positive generate da depositi di rotta (Crevasse spaly) conseguenti alle antiche piene del fiume che in passato scorreva nell’area di Bubano.
Da un punto di vista geologico è da sottolineare come le litologie superficiali prevalenti siano del tipo limo-argilloso e conseguentemente la permeabilità dei terreni possa essere considerata estremamente ridotta.
Da quanto esposto, si ritiene che le aree individuate come appartenenti a questa sottounità di paesaggio, siano idonee per l’edificazione.
Si prescrive comunque di non alterare o deprimere la superficie freatica con le opere di scavo e di fondazione.
Si riportano di seguito le prescrizioni per le indagini relative a fondazioni di manufatti di qualsiasi tipo.

21.5 sottounita’ di paesaggio della piana esondabile depressa Questa sottounità è caratterizzata da una morfologia tipicamente di pianura con debole inclinazione verso nord, in direzione della via principale di deflusso delle acque superficiali.
Questa sottounità si individua nei lembi posti a Nord del Comune, caratterizzati dal presentare le quote rispetto al livello del mare più basse dell’intero territorio comunale.
Da un punto di vista geologico tali zone costituiscono l’ambiente di deposizione della piana inondabile posta a maggior distanza dall’asta fluviale del Santerno, sia attuale che del passato (paleoalveo). In conseguenza di ciò gli eventi di deposizione legati a rotte di argine sono limitati agli episodi di maggior intensità, come riconoscimento nell’area compresa tra le vie Bazzino e Regina, nell’estremo margine Nord-Est del Comune.
In questo ambiente deposizionale i sedimenti sono particolarmente fini: le litologie superficiali prevalenti sono pertanto del tipo limo-argilloso e conseguentemente la permeabilità è estremamente ridotta.
Da un punto di vista morfologico queste aree possono essere considerate depresse, trovandosi a quota più basse rispetto a tutte le aree adiacenti: in caso di un’eventuale e poco probabile esondazione del Santerno, si possono verificare fenomeni di ristagno delle acque.
Da quanto esposto, si ritiene che le aree individuate come appartenenti a questa sottounità di paesaggio, siano idonee per l’edificazione.
Si prescrive comunque di non alterare o deprimere la superficie freatica con le opere di scavo e di fondazione.
Si riportano di seguito le prescrizioni per le indagini relative a fondazioni di manufatti di qualsiasi tipo.

21.6 Prescrizioni per le indagini valide per tutte le sottounità sopra definite
1) Per il progetto di massima: Dovranno essere eseguite indagini geologiche e geotecniche finalizzate all’individuazione dei problemi che la natura dei terreni pone nelle scelte delle soluzioni progettuali.
2) Per il progetto esecutivo: Le indagini dovranno essere dirette ad approfondire la caratterizzazione geotecnica quantitativa del sottosuolo, inoltre per i manufatti di materiali sciolti, deve anche comprendere la ricerca e lo studio dei materiali da impiegare nella costruzione.
3) Ampiezza delle indagini: Lo studio geotecnico e geologico deve essere esteso alla parte del sottosuolo influenzata direttamente dalla costruzione del manufatto e che influenza il comportamento del manufatto stesso. L’ampiezza dell’indagine deve perciò essere proporzionata alle dimensioni, al tipo, alle caratteristiche strutturali, all’importanza dell’opera, alla complessità del sottosuolo ed allo stato di conoscenza della zona in esame.
4) Mezzi d’indagine: I mezzi d’indagine devono essere scelti caso per caso tra i seguenti:
- perforazione di sondaggi a carotaggio continuo
- prelievo di campioni
- rilievo delle falde acquifere
- prove penetrometriche statiche
- prove S.P.T.
- prove in laboratorio
- prospezioni geofisiche
5) Relazioni sulle indagini: La relazione geologica deve comprendere ed illustrare la situazione litostratigrafica locale, con definizione dell’origine e natura dei litotipi, del loro stato di alterazione e fratturazione e della loro degradabilità, i lineamenti geomorfologici della zona, nonchè gli eventuali processi morfologici in atto o potenziali; deve precisare inoltre i caratteri geostrutturali generali e fornire lo schema della circolazione idrica sotterranea e superficiale.
Deve essere inoltre corredata da un chiaro inquadramento cartografico e dalle carte tematiche e sezioni geologiche necessarie ad illustrarne i contenuti.
La relazione geotecnica deve comprendere ed illustrare la localizzazione dell’area interessata, i criteri di programmazione ed i risultati delle indagini in sito e/o di laboratorio, nonchè la scelta dei parametri geotecnici di progetto riferiti alle caratteristiche della costruenda opera ed al programma di eventuali ulteriori indagini.
La relazione geotecnica deve inoltre contenere il carico limite del complesso fondazione-terreno e la previsione dei cedimenti sulla base delle caratteristiche geomeccaniche dei terreni stessi.
La caratterizzazione geotecnica e la ricostruzione geologica devono essere reciprocamente coerenti; a tale riguardo la relazione geotecnica deve fare esplicito riferimento alla relazione geologica e viceversa.
6) Smaltimento delle acque domestiche, fecali e delle acque reflue industriali: Tutte le acque di rifiuto devono essere convogliate nella fognatura dinamica quando presente, ad eccezione di quelle che il servizio pubblico competente giudichi incompatibili con il trattamento di depurazione centralizzato previsto.
Il raccordo tra la rete di smaltimento e la pubblica fognatura deve essere realizzato in modo da evitare possibili dispersioni, e deve prevedere un sifone a perfetta chiusura idraulica.
Per le zone non servite da fognatura, lo smaltimento delle acque reflue deve avvenire nel rispetto della legge n. 319/76 per gli insediamenti produttivi, della L.R. n. 7/83 per lo scarico nei corpi idrici superficiali e della Delibera del Consiglio dei Ministri per la tutela delle acque dall’inquinamento del 4/2/77 (S.O.G.U. 48 del 21/2/77) per quanto attiene lo smaltimento sul suolo.
N.B. in tutti i casi dovrà essere realizzato un idoneo e facilmente accessibile pozzetto di ispezione e prelievo prima della confluenza con il recettore.
· – ZONA DI TUTELA FLUVIALE (vedi anche art. 59)
In tale zona, caratterizzata dall’ambito fluviale del territorio Santerno ed individuata dalla fascia come perimetrata dalla cartografia del P.R.G., le disposizioni sono finalizzate alla
conservazione degli equilibri fiume-falda, del suolo, sottosuolo, delle acque, della flora, della fauna, attraverso il mantenimento e la ricostruzione di tali elementi e degli equilibri naturali tra di essi.
A tale scopo gli interventi edilizi previsti possibili sono quelli relativi alla sola manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, ripristino tipologico, ristrutturazione restauro o risanamento conservativo o alla demolizione senza ricostruzione e al cambio di destinazione d’uso.
Sono invece da considerarsi interventi possibili e auspicabili tutti quelli atti alla conservazione o al ripristino delle componenti naturali, degli equilibri naturali e degli equilibri idrogeologici.