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ART. 22 – VINCOLI E AREE DI TUTELA
La V.G. al P.R.G. individua graficamente nella tavola n. 01 e n. 02 di piano scala 1:5000, le aree e gli edifici da assoggettare a particolari vincoli indipendentemente dalle destinazioni di zona.
Le tutele sono le seguenti:
- aree di tutela ambientale;
- zona di tutela fluviale e dei corsi d’acqua;
- aree per sedi viarie – zone per sedi di percorsi ciclabili e pedonali;
- zone di tutela cimiteriale;
- zone di tutela della centuriazione.
Le zone di tutela comprendono inoltre le sotto unitA� di paesaggio di cui all’art. 21 delle NTA e le aree ad alto grado di vulnerabilitA� degli acquiferi.

22.1 zone di tutela dei caratteri ambientali di laghi, bacini e corsi da��acqua P.T.P.R. Art. 17 comma 1 ed Art. 34 Le disposizioni di cui alla presente norma valgono per le zone di tutela dei caratteri ambientali del Torrente Santerno e nelle fasce laterali, per una��ampiezza di 50 m da ogni sponda, del Canale Emiliano-Romagnolo (Legge Regionale n. 23 del 19 marzo 1980).
Per tali zone di tutela, individuate e cartografate nella Carta dei Vincoli Ambientali 1:5000 del Territorio Comunale valgono le seguenti prescrizioni:
Sono ammesse le seguenti infrastrutture, che abbiano rilevanza meramente locale (al servizio degli abitanti di non piA? di un Comune o di parte della popolazione di due Comuni confinanti), con la��accorgimento di evitare che le infrastrutture lineari e gli impianti sotto riportati corrano parallelamente al corso da��acqua:
a – Strade;
b – impianti per la��approvvigionamento idrico e per le telecomunicazioni;
c – impianti a rete per lo smaltimento dei reflui;
d – sistemi tecnologici per il trasporto della��energia.
Tali opere dovranno essere sottoposte a valutazione da��impatto ambientale, se richiesta da disposizioni comunitarie, nazionali e regionali.
Sono inoltre consentiti:
e – parchi le cui attrezzature amovibili e/o precarie, con la��esclusione di opere che prevedono la��impermeabilizzazione di suoli;
f – percorsi e spazi di sosta pedonali e per mezzi di trasporto non motorizzati;
g – corridoi ecologici e sistemazione del verde destinabile ad attivitA� di tempo libero;
h – chioschi e costruzioni amovibili e/o precarie per la balneazione nonchA? depositi di
materiali o attrezzi necessari per la manutenzione di tali attrezzature, la��ubicazione di
queste strutture deve comunque evitare si le aree esondabili che quelle sottoposte a
fenomeni erosivi;
i – qualsiasi intervento su manufatti edilizi esistenti, in conformitA� alle leggi urbanistiche
vigenti;
j – la��ordinaria utilizzazione agricola del suolo e la��attivitA� di allevamento in forma non intensiva, la realizzazione di strade poderali ed interpoderali di larghezza non superiore a
4 metri lineari, di annessi rustici aziendali ed interaziendali e di altre strutture
strettamente connesse alla conduzione del fondo e alle esigenze abitative di soggetti
aventi i necessari requisiti (imprenditori di aziende agricole o di dipendenti di aziende
agricole e loro familiari);
k – la realizzazione di infrastrutture tecniche di bonifica e difesa del suolo, di canalizzazioni,
di opera di difesa idraulica e simili, nonchA? le attivitA� di esercizio e manutenzione delle
stesse.
La realizzazione di strade poderali ed interpoderali di cui alla lettera j – e le opere di cui alla lettera k – non devono avere caratteristiche, dimensioni e densitA� tali per cui la loro realizzazione possa alterare negativamente la��assetto idrogeologico, paesaggistico, naturalistico e geomorfologico degli ambiti territoriali interessati.
Sono inoltre ammesse le seguenti infrastrutture, qualora siano previste in strumenti di pianificazione nazionali regionali e provinciali:
- linee di comunicazione viaria, ferrovia anche se di tipo metropolitano ed idrovia;
- impianti atti alla trasmissione di segnali radiotelevisivi e di collegamento nonchA? impianti
a rete e puntuali per le telecomunicazioni;
- invasi ad usi plurimi;
- impianti per la��approvvigionamento idrico nonchA? quelli a rete per lo scolo delle acque e
opere di captazione e distribuzione delle acque a scopi irrigui;
- sistemi tecnologici per il trasporto della��energia e delle materie prime e/o dei semilavorati;
- aree attrezzabili per la balneazione;
- opere temporanee per attivitA� di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico.
I progetti delle opere dovranno verificare, oltre la fattibilitA� tecnica ed economica, la compatibilitA� rispetto alle caratteristiche ambientali e paesaggistiche del territorio interessato direttamente o indirettamente dalle opere stesse, con riferimento ad un tratto significativo del corso da��acqua.
I progetti dovranno poi essere sottoposti a valutazione di impatto ambientale, qualora prescritta da disposizioni comunitarie nazionali o regionali.

22.2 aree di tutela dei caratteri ambientali di invasi, alvei, bacini e corsi da��acqua (Canale dei Mulini) P.T.P.R. Art. 17 comma 10 Le disposizioni di cui alla presente norma valgono per tutti gli invasi e alvei di bacini e corsi da��acqua (canali compresi) individuati e perimetrati nella Carta dei Vincoli 1:5000 del Territorio comunale.
Per le aree esondabili, e comunque per una fascia di 10 metri lineari dal limite degli invasi o degli alvei di piena ordinaria A? vietata la nuova costruzione di manufatti edilizi. Ea�� inoltre vietato la��uso agricolo del suolo sia esso di tipo colturale che zootecnico, i rimboschimenti a carattere produttivo e gli impianti per arboricoltura da legno.
Sono altresA� consentiti i seguenti interventi:
- qualsiasi intervento su manufatti edilizi esistenti, in conformitA� alle leggi urbanistiche
vigenti;
- la realizzazione di infrastrutture tecniche di bonifica e difesa del suolo, di canalizzazioni,
di opera di difesa idraulica e simili, nonchA? le attivitA� di esercizio e manutenzione delle
stesse.

22.3 invasi ed alvei di laghi, bacini e corsi da��acqua P.T.P.R. Art. 18 Nelle aree definite come invasi di laghi e/o bacini artificiali e nelle aree di alveo fluviale e/o alveo di canale artificiale valgono le seguenti prescrizioni: sono ammessi esclusivamente, previa favorevole parere della��ente preposto alla tutela idraulica, i seguenti interventi:
a) la realizzazione di infrastrutture viarie, ferroviarie;
b) la realizzazione di impianti atti alla trasmissione di segnali radiotelevisivi o impianti a rete per le telecomunicazioni;
c) la realizzazione di invasi ad usi plurimi;
d) la realizzazione di impianti di captazione e derivazione di acque ad uso irriguo e idropotabile;
e) la realizzazione sistemi tecnologici per il trasporto della��energia e dei semilavorati;
f) la realizzazione di approdi o porti per la navigazione interna;
g) la realizzazione di aree attrezzate per la balneazione;
h) la��esecuzione di opere temporanee per attivitA� di ricerca nel sottosuolo di carattere geognostico;
i) la realizzazione di parchi, percorsi, spazi di sosta pedonale, corridoi ecologici, ove perA? tutte le attrezzature, quali chioschi od altre costruzioni, siano amovibili;
j) la realizzazione di opere di difesa idraulica nonchA? le attivitA� per la manutenzione delle stesse;
k) la realizzazione di impianti tecnici di modesta entitA� (cabine elettriche, cabine di decompressione dei gas, impianti di pompaggio, eventuali piste di esbosco di larghezza non superiore a 3,5 m lineari);
l) la realizzazione di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, nonchA? di restauro e risanamento conservativo.
Ea�� da sottolineare che per quanto previsto ai punti a,b,c,d,f,g,h, i progetti delle opere dovranno verificare la compatibilitA� ambientale degli interventi tramite la valutazione di impatto ambientale come prescritta dalle vigenti disposizioni comunitarie, nazionale e regionali.

22.4 zone di tutela assoluta dei pozzi e degli stoccaggi di acqua ad uso idropotabile P.R. 24 maggio 1988, n. 236 Art. n. 4 e n. 5 Tale zona A? adibita esclusivamente ad opere di presa e alle relative costruzioni di servizio: deve essere recintata e provvista di canalizzazione per le acque meteoriche e deve avere un raggio di 10 m.

22.5 sistema dei dossi di pianura P.T.P.R. Art. 20 comma 2 In ottemperanza a quanto previsto dalla��Art. n. 8, del Piano Paesistico Territoriale Regionale che conferisce ai Comuni il compito di specificare, approfondire ed attuare i contenuti del piano tramite gli strumenti di pianificazione comunale, e vista la particolare morfologia tipicamente di pianura del territorio del Comune di Mordano, si definisce come sistema dei dossi di pianura la��insieme dei microrilievi che si sviluppano nel settore Ovest del territorio comunale, associabili alla��azione morfologica del paleoalveo ivi individuato.
Il sistema individua tutti i dossi che necessitano di salvaguardia sia da un punto di vista geomorfologico che paesistico.
La tutela, individuata nella cartografia allegata da una fascia che unisce le creste di dosso, subordina la realizzazione di manufatti edilizi alla salvaguardia delle caratteristiche del sistema stesso.
Alla��interno della fascia di tutela A? quindi consentita ogni genere di ristrutturazione ma non sono consentiti gli interventi e le attivitA� che possono alterare negativamente le caratteristiche morfologiche ed ambientali in essere essendo comunque escluse le attivitA� estrattive.
Per quanto riguarda le infrastrutture e attrezzature la loro realizzazione A? subordinata alla loro previsione tramite strumenti di pianificazione nazionali, regionali o infraregionali, o, in assenza, alla valutazione di impatto ambientale effettuata secondo le procedure eventualmente previste dalle leggi vigenti.

22.6 area di equilibrio ecologico (L.R. 11/1988 Art. 28) Trattasi di un comparto dal contorno irregolare, corrispondente alla prima cava della Fornace Brunori ed una appendice verso Via Lume che consente l’accesso da quest’ultima.
Attualmente l’area si presenta per gran parte come un bacino d’acqua delimitato da scarpate regolari.
Si prevede un progetto di recupero paesaggistico – vegetazionale di iniziativa pubblica che valorizzi l’ambiente acquatico determinatosi in seguito alle attivitA� di cava.
Questo luogo A? stato individuato come area di riequilibrio ecologico secondo quanto previsto all’art. 28 delle L.R. 11/88.
Le norme e le modalitA� di gestione sono rimandate al progetto sopra richiamato.
Sono ammesse le funzioni pertinenti l’uso dell’area ovvero: servizi, spazi didattici, punti di ristoro e di ritrovo, spazi di sosta.
In tale area sono consentiti i seguenti interventi: manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione, demolizione con ricostruzione, cambio di destinazione d’uso.
E’ ammesso inoltre l’intervento di nuova costruzione esclusivamente per la realizzazione di chioschi e di edifici collegati alla gestione e all’uso dell’area stessa.
Indici e parametri
300 mq di Slu.

22.7 zone a vincolo paesaggistico (L. 431/1985) Sono sottoposti a vincolo paesaggistico i fiumi, i torrenti ed i corsi da��acqua iscritti negli elenchi di cui al testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775, e le relative sponde o piede degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna.
Le disposizioni di cui alla presente norma valgono per le zone, a fregio del Torrente Santerno, individuate e perimetrate come a vincolo paesaggistico nelle tavole di piano (Tavola 1).
Per tutti gli interventi entro tali zone A? richiesta la��autorizzazione da parte del Ministro per i beni culturali ed ambientali.
Sono consentiti senza richiesta di autorizzazione, purchA� non alterino lo stato dei luoghi e la��aspetto esteriore degli edifici:
- interventi di manutenzione ordinaria;
- interventi di manutenzione straordinaria;
- interventi di consolidamento statico;
- interventi di restauro conservativo;
- esercizio della��attivitA� agro-silvo-pastorale, che non comporti alterazione permanente dello stato dei luoghi per costruzioni edilizie od altre opere civili e sempre che si tratti di attivitA� ed opere che non alterino la��assetto idrogeologico del territorio.

22.8 aree ad alta vulnerabilitaa�� degli acquiferi Sulla carta di vulnerabilitA� degli acquiferi alla��inquinamento (Tavola n. 6) si A? eseguita la zonizzazione di aree a grado di vulnerabilitA� omogeneo; in particolare, si sono individuate zone a basso, medio ed alto grado di vulnerabilitA�.
Nella tavola delle tutele n. 02 sono individuate le aree ad alta vulnerabilitA� degli acquiferi.
Queste aree hanno evidenziato sia da un punto di vista geomorfologico che idrogeologico che antropico una propensione alla ricezione di sostanze inquinanti e alla loro trasmissione in profonditA�, si A? ritenuto opportuno definire alcune disposizioni, finalizzate alla tutela delle acque superficiali e delle acque sotterranee dalla��inquinamento.
Nelle aree riconosciute e cartografate come ad alto grado di vulnerabilitA�, si fa assoluto divieto di:
- Effettuare spandimento di liquami, anche se il terreno A? adibito ad uso agricolo;
- Effettuare ogni genere di scarico direttamente in recettori superficiali e/o nel terreno.
Per quanto concerne la disciplina degli scarichi industriali si fa obbligo di:
- allacciamento alla pubblica fognatura.
Per quanto concerne la disciplina degli scarichi civili si fa obbligo di:
- allacciamento, quanto possibile, alla pubblica rete fognaria;
- quando ciA? non A? possibile, previa presentazione di relazione tecnica attestante il rispetto delle norme previste dalla Legge 10/05/1976 n. 319, con particolare attenzione per il livello della falda freatica, che deve essere nella sua massima escursione almeno un metro al di sotto del punto piA? basso raggiunto dalla condotta disperdente, sarA� concessa la possibilitA� di allestire sistemi di dispersione a sub-irrigazione.
In assenza del rispetto delle condizioni di cui ai punti precedenti non sono ammesse nuove costruzioni nA? cambi di destinazione da��uso di stalle e fienili.

22.8.1 rete pubblica di scolo (R.D. 368/1904) La fascia di rispetto della rete pubblica di scolo A? quella individuata all’art. 133 lettere a) e b) del R.D. n. 368/1904 e precisamente:
- m 10 per i fabbricati lungo il Canale dei Mulini;
- m 4 per i fabbricati nella restante rete pubblica di scolo;
- m 2 per l’apertura di canali posti nei terreni laterali e per qualunque opera di scavo lungo tutta la rete pubblica di scolo;
- per canali e opere di scavo di profonditA� superiore a 2 m, la distanza dalla rete pubblica di scolo deve essere pari alla profonditA� dello scavo stesso;
- m 2 per le piantagioni di alberi e siepi lungo tutta la rete pubblica di scolo;
- m 2 per lo smovimento dei terreni adiacenti.
Per quanto non espressamente indicato si fa riferimento all’art. 133 del R.D. n. 368/1904.

ART. 23 – FASCIE DI RISPETTO STRADALI
23.1 Alla��esterno della perimetrazione di cui alla��art. 13 della L.R. 47/1978, parallelamente alle infrastrutture viarie, anche se le fasce di rispetto non sono disegnate, si applicano ai fini della��edificabilitA� le norme del codice della strada.

23.2 La��intera zona compresa nelle fasce di rispetto previste dal Codice della Strada puA? essere oggetto di esproprio essendo al servizio della viabilitA� e delle relative pertinenze, ivi compreso piste ciclabili, percorsi pedonali, barriere acustiche, sistemazione a verde, viali alberati, parcheggi alberati, ecc.
Nelle fasce di rispetto sono consentite:
- recinzioni, in conformitA� alle norme del codice della strada;
- impianti di distribuzione carburante secondo quanto indicato alla��art. 19;
- cabine elettriche, impianti e volumi tecnici limitatamente alla��interrato;
- modeste opere di impiantistica con altezza minore a ml.1,50;
- rampe di accesso e sistemazioni delle aree private a verde o parcheggio alberato eseguite con materiali permeabili per il suolo.

23.3 Modifiche dei percorsi stradali alla��interno delle fasce di rispetto e indicati graficamente sulle tavole di Piano non comportano variante.

23.4 Gli edifici esistenti presenti nelle fascie di rispetto, possono essere oggetto di ristrutturazione senza demolizione integrale e di ampliamento non fronteggiante la strada, nel rispetto delle singole norme di zona e solo se tale intervento non comporta limitazioni alla visibilitA� comunque da prevedere e dimostrare con gli elaborati di progetto.
Nel caso la��edificio non sia alla��interno di zone di tutela e non sia sottoposto a vincolo quale edificio di valore ai sensi della��art. 13, A? ammesso lo spostamento mediante intervento di demolizione e ricostruzione, al fine di a�?spostarloa�? dalla fascia di rispetto stradale, solo se la��intervento A? attuato, per le zone omogenee E, dai soggetti di cui alla��art. 40 comma 5 della l.r. 47/78. Per i fabbricati per il quale il PRG individua comunque la possibilitA� di intervento mediante demolizione e successiva ricostruzione lo spostamento fuori dalla��area di rispetto stradale A? comunque sempre ammessa nel rispetto delle superfici e dei volumi esistenti e della tipologia del fabbricato. La ricostruzione avviene nel rispetto delle distanze e alla subordinata progettazione di riqualificazione ambientale della fascia di rispetto.

ART. 24 – ZONE DI TUTELA CIMITERIALE

Nelle zone di tutela cimiteriale sono ammesse esclusivamente le attivitA� agricole o sistemazioni a verde pubblico.
Nelle zone di rispetto potranno essere autorizzate piccole costruzioni per la vendita di fiori o di oggetti per il culto e la��onoranza dei defunti solo comunque a carattere temporaneo.
Sono inoltre consentiti parcheggi di uso pubblico.
Negli edifici esistenti alla��interno delle zone di rispetto sono consentiti solo interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia. Ea�� vietato la��incremento delle superfici abitative.

ART. 25 – LINEE ED IMPIANTI ELETTRICI – IMPIANTI RADIO E TELEVISIVI E DI TELEFONIA MOBILE
25.1
Aree per la localizzazione degli impianti per la telefonia mobile costituiti da struttura per il sostegno delle antenne e/o parabole, volumi tecnici posizionati a terra e recinzione metallica, possono essere collocati esclusivamente alla��esterno del territorio urbano, nelle seguenti aree:
1. Zone F2 – zone cimiteriali, esclusivamente nelle aree cartograficamente destinate dal PRG vigente a zona cimiteriale (ad esclusione della zona di tutela cimiteriale)
2. Zone E, nel rispetto delle seguenti condizioni:
a. PotrA� essere realizzato un unico impianto di telefonia mobile sulla��interno territorio comunale con occupazione di una��area di dimensione non superiore a 50 mq, che dovrA� distare ml 300 dalla strada provinciale via Ponte e dalla strada comunale via Fantina;
b. La��impianto dovrA� essere esclusivamente posizionato nella fascia di terreno compreso fra la strada provinciale n. 54 via Lughese e il Fiume Santerno;
c. Comma abrogato con deliberazione del cc. 22/02
d. Comma abrogato con deliberazione del cc. 22/02
e. La struttura per il sostegno delle antenne dovrA� essere individuata in area diversa dalle zone sottoposte a tutela, ai sensi della��art. 33 della L.R. 47/1978 e successive modifiche ed integrazioni.
f. La scelta della localizzazione della��impianto per la telefonia mobile sia effettuata sulla base delle analisi geologiche giA� esistenti e il progetto esecutivo sia realizzato nel rispetto della vigente normativa sulle pertinenze fluviali e ne rispetto delle disposizioni previste dal DM 11.03.1988.
3. Le altre zone sono da considerarsi non idonee alla��istallazione di impianti di telefonia mobile.
4. Gli impianti e le strutture presenti dovranno rispettare le distanze dai confini di proprietA� previste nel codice civile.

25.2 I gestori di telefonia mobile dovranno realizzare gli impianti in modo tale che il palo di sostegno della��antenna sia idoneo alla��istallazione di antenne di altri gestori (almeno per la collocazione di 3 impianti), la��altezza del centro elettrico della base della piattaforma sarA� posizionata fra un minimo di ml. 24 e un massimo di ml. 36. La��altezza della recinzione metallica a protezione avrA� una��altezza massima di ml. 2,20 con la��obbligo di piantumazione di siepe arbustiva attorno al perimetro della recinzione stessa.
La��Amministrazione Comunale puA? prevedere in alternativa la piantumazione di elementi erborei quale filtro visivo.
La��entrata in vigore di normative regionali e/o nazionali in contrasto con il presente articolo comporterA� la��applicazione della norma piA? restrittiva.

25.3 Al fine di un corretto inserimento urbanistico ed ambientale, per le infrastrutture relative al trasporto ed alla trasformazione della��energia elettrica, vengono stabilite le seguenti fasce di rispetto secondo quanto indicato dalla Direttiva per la��applicazione della L.R. 30/2000:
a) elettrodotti di tensione pari a 15.000 volt: 20 m per ogni lato a partire dalla proiezione, sul piano orizzontale, del corrispondente conduttore piA? esterno
b) elettrodotti di tensione pari a 132.000 volt: 50 mt. per ogni lato a partire dalla proiezione, sul piano orizzontale, del corrispondente conduttore piA? esterno;
c) elettrodotti di tensione pari a 220.000 volt: 70 mt. per ogni lato a partire dalla proiezione, sul piano orizzontale, del corrispondente conduttore piA? esterno;
d) elettrodotti di tensione pari a 380.000 volt: 100 mt. per ogni lato a partire dalla proiezione, sul piano orizzontale, del corrispondente conduttore piA? esterno.
Nelle zone suddette non sono ammesse nuove costruzioni; non A? inoltre ammesso la��uso delle aree suddette per attrezzature di uso pubblico.
In ogni caso non si potrA� superare il valore di 0.2 micro-tesla di induzione magnetica in prossimitA� di asili, scuole, aree verdi attrezzate nonchA� edifici con permanenza di persone per oltre quattro ore giornaliere.
Per le cabine elettriche valgono i seguenti indici:
- distanza minima dalla strada m. 5.00 (10 m se alla��interno di fasce di rispetto stradali)
- distanza minima dai confini con zone residenziali m. 3.00
a) distanza minima dai confini con altre zone m. 1.50, salvo possibilitA� di edificare in confine previo accordo fra i confinanti.

25.4 Per tutti gli impianti di cui al presente articolo occorre comunque osservare le prescrizioni di cui alla L.R. n. 30 del 31/10/2000.

ART. 26 ZONE DI TUTELA DELLA CENTURIAZIONE (art. 21, comma 11 e comma 2 punto d del P.T.P.R.)
26.1 Questa zona A? individuata dalla Tavola 02.
Sono zone di tutela della struttura centuriata quelle aree che per la loro omogeneitA� mantengono integri o parzialmente integri i segni della centuriazione.
A.1 – ASSI PRINCIPALI DELLA CENTURIAZIONE
Sono i seguenti:
- allineamenti indicanti i CARDINES e allineamenti indicanti i DECUMANI, disposti secondo una maglia ortogonale quadrata, di passo ml 710 circa, e identificanti quadrati denominati QUADRE o CENTURIE;
- allineamenti indicanti i LIMITES INTERCISIVI, disposti sulla metA� della maglia ortogonale, atti a dividere le quadre e centurie in due metA� equivalenti.
A.2 – ASSI SECONDARI DELLA CENTURIAZIONE
Sono i seguenti:
- allineamenti paralleli alla maglia ortogonale della centuriazione, disposti alla��interno delle quadre.
A.3 – ELEMENTI PRINCIPALI CARATTERIZZANTI LA CENTURIAZIONE
Sono i seguenti quando collocati lungo gli assi principali della centuriazione:
- strade;
- strade interpoderali;
- sentieri;
- canali e canalette di scolo.
Sono i seguenti quando collocati in prossimitA� della��incrocio tra gli assi principali della centuriazione:
- tabernacoli, colonne e cippi.
A.4 – ELEMENTI ACCESSORI CARATTERIZZANTI LA CENTURIAZIONE
Sono i seguenti quando collocati lungo gli assi secondari della centuriazione:
- strade interpoderali;
- sentieri;
- filari di vite (piantata).
B – INTERVENTI IN ZONE EXTRA URBANE
Obiettivo della presente normativa A?:
- garantire la tutela degli elementi principali caratterizzanti la centuriazione attraverso norme vincolanti. (N)
- favorire la tutela degli elementi accessori caratterizzanti la centuriazione attraverso raccomandazioni. (R)
- NORME E RACCOMANDAZIONI
B.1 – INFRASTRUTTURE VIARIE
Gli interventi di ampliamento, rifacimento e nuova costruzione delle infrastrutture viarie sono ammessi a condizione che vengano rispettate le seguenti prescrizioni:
N.) vengano mantenuti gli allineamenti principali della centuriazione.;
R.) si deve interporre tra la strada ed il fossato centuriale una striscia erbosa (ml 1,5-2) tale da permettere la pulizia a macchina dei fossati;
R.) eventuali fasce di alberature saranno poste tra la strada e la striscia erbosa o dalla��altra parte della strada;
N.) in caso siano ridisegnate le strade dovrA� essere mantenuta in essere la strada comunale o vicinale esistente arricchita dagli elementi di cui ai punti precedenti.
N.) Per le strade di carattere vicinale e interpoderale non sono, di norma, consentiti ampliamenti, alterazioni della conformazione degli incroci; modifiche di tracciato.

B.2 – DEMOLIZIONE RICOSTRUZIONE E AMPLIAMENTO
In caso di demolizione con ricostruzione degli edifici dovrA� essere rispettata, nella costruzione, la��area di sedime dei fabbricati ad eccezione dei seguenti casi:
N.) edifici esistenti e ubicati in zona di rispetto stradale: in tal caso la ricostruzione deve comunque rispettare una distanza minima di metri 10 dal ciglio stradale;
N.) edifici esistenti ed ubicati in prossimitA� di scoli e o canalette: in tal caso la ricostruzione deve comunque rispettare una distanza minima di metri 5 dal ciglio dei corsi da��acqua stessi;

B.3 – NUOVA COSTRUZIONE
N.) Nel caso di nuove costruzioni gli edifici dovranno rispettare la disposizione territoriale tipica nelle quadre della centuriazione e quindi essere collocate:
- in prossimitA� della��incrocio degli assi delle centuriazioni
- nella zona del a�?limes intercisivusa�?, quando, comunque risultano le tracce di tale limes
- in prossimitA� delle metA� linee di perimetrazione delle quadre.

ART. 27 – SCHERMATURE
A tutela e salvaguardia degli aspetti naturalistici e paesaggistici della porzione agricola del territorio comunale, gli insediamenti dovranno essere schermati medianti cortine arboree realizzate come descritto di seguito.
a) INSEDIAMENTI RESIDENZIALI DI ESPANSIONE E DI COMPLETAMENTO
Essenze arboree autoctone, poste a distanza tale da costituire, a processo accrescitivo ultimato, una schermatura visiva.La distanza di impianto potrA� variare a seconda delle specie.
b) INSEDIAMENTI PRODUTTIVI
Essenze arboree autoctone ad alto fusto, poste a distanza ravvicinata con interposte essenze arbustive tali da costituire una barriera visiva.
c) IMPIANTI PRODUTTIVI IN ZONA AGRICOLA
Essenze arboree autoctone ad alto fusto poste a distanza ravvicinata tali da costituire una cortina visiva.
Pur non essendo stabilita nessuna prescrizione si raccomanda che l’intero perimetro del territorio urbanizzato, laddove entri in contatto con il territorio agricolo, venga schermato come definito in a).